Reddito di cittadinanza e microcredito: sono gli assi calati dai 5stelle nella partita intrapresa con Rosario Crocetta, che dopo lo sfogo del Movimento, che aveva parlato di “rottura” dei rapporti e inciuci del governatore col Pdl, ieri ha riaperto il dialogo con i grillini in un faccia a faccia col portavoce Giancarlo Cancelleri. E già la prossima settimana si capirà se la tregua si trasformerà in collaborazione o in gelo totale. Il governatore avrebbe rassicurato il Movimento impegnandosi affinchè alcune delle loro proposte (cestinate quattro giorni fa dalla commissione Bilancio dell’Ars) siano inserite nella manovra finanziaria in discussione in commissione e che dovrà essere approvata entro il 30 aprile, data di scadenza dell’esercizio provvisorio (altrimenti sarà commissariamento).

La posta in palio è alta. Il Movimento avrebbe strappato a Crocetta l’impegno a di introdurre il reddito di cittadinanza nella manovra finanziaria almeno come principio generale. La misura, infatti, costa troppo in questo momento di crisi per le casse della Regione siciliana per poterla fin d’ora trasformarla in legge. In base ai calcoli del Movimento di Grillo servirebbero quasi 90 milioni di euro per dare il reddito di cittadinanza ad almeno 70 mila persone (disoccupati, inoccupati, precari, neo laureandi) e attivare un circuito di formazione direttamente collegato al mondo del lavoro, col coinvolgimento i comuni ed enti pubblici. E in questa fase, per il Movimento, ottenere il principio normativo di uno degli aspetti cardine del loro programma sarebbe già un buon risultato.


Più facile, invece, il percorso per il microcredito. Il governo ha gia inserito in finanziaria la norma che istituisce il fondo, al momento ci sono 500 mila euro, ma Crocetta si sarebbe impegnato ad aumentare il finanziamento con un emendamento. I 15 deputati grillini hanno detto da tempo che verseranno al fondo la quota delle proprie indennità (circa il 70%) che al momento restituiscono con bonifico all’Assemblea regionale siciliana, che ha accantonato le somme in un conto corrente. Sembra spianata la strada per altre due misure, col governo che informalmente si sarebbe impegnato a introdurre nella manovra.

Si tratta degli emendamenti 5stelle che puntano ad un aumento delle entrate, disincentivare l’estrazione di idrocarburi e ridurre la commercializzazione dell’acqua in bottiglie di plastica. Sul fronte acque minerali, le concessioni finora hanno prodotto un attivo per la Regione di 900 mila euro, a fronte dei 2 milioni e mezzo previsti dagli emendamenti del Movimento, che introducono un aumento del canone relativo sia agli ettari utilizzati che all’acqua estratta, con sconti per chi imbottiglia in vetro o per chi pratica la politica del vuoto a rendere. Ma è sugli idrocarburi che si avrebbero i maggiori vantaggi dai correttivi alla finanziaria: l’emendamento prevede il raddoppio delle royalties dal 10 al 20 per cento e l’eliminazione della franchigia. Le entrare per la Sicilia passerebbero da 19 a 38 milioni di euro.