L’Assemblea siciliana ricorda con un minuto di silenzio la vedova Agnese Borsellino, morta nei giorni scorsi, e il figlio trentenne deceduto del deputato Nello Musumeci, ma non Giulio Andreotti e in aula protesta il capogruppo del Pid, Toto Cordaro. Il parlamentare si è diretto verso lo scranno della presidenza, chiedendo spiegazioni al presidente Giovanni Ardizzone (Udc), ma la seduta è andata avanti regolarmente.
In apertura della seduta Ardizzone ha preso la parola: “Questa è stata una settimana triste”, ha detto mentre i deputati si alzavano in piedi. “Una donna, la vedova Borsellino, che per il coraggio, la determinazione e la forza d’animo con cui ha ricercato la verità rappresenta un esempio per tutti noi – ha aggiunto Ardizzone -. In questi giorni si è sottolineata la sua riservatezza, ha parlato poco, eppure risuonano ancora le sue parole pronunciate in occasione del ventennale della strage di via D’Amelio. ‘Caro Paolo – disse – hai lasciato una bella eredità oggi raccolta da tanti ragazzi di tutta Italia; ho idealmente adottato tanti altri figli, uniti nel tuo ricordo dal Nord al Sud. Non siamo soli'”.
Prendendo la parola a sala d’Ercole, Cordaro ha detto: “Credo che quest’aula debba tributare un minuto di silenzio a un uomo che, come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, verrà giudicato dalla storia, ma che è stato sette volte presidente del Consiglio”. E rivolgendosi al presidente dell’Ars, Ardizzone, ha aggiunto: “Lei ha commesso un errore, ma può ancora riparare, perché anche lei sarà giudicato dalla storia”. E Ardizzone sorridendo: “Onorevole, io non credo che sarò giudicato dalla storia”. Ardizzone ha poi rassicurato Cordaro che Giulio Andreotti sarà commemorato dall’Assemblea siciliana nella prossima seduta parlamentare.


















