Riunioni politiche più frequenti, maggiore condivisione delle iniziative legislative e un nuovo metodo di lavoro con rapporti più stretti tra gli assessori e il gruppo parlamentare. E’ la sterzata che il governatore Rosario Crocetta e il Pd provano a dare all’azione della maggioranza.

Se ne è discusso nel corso del vertice di ieri nella sede del gruppo del Pd all’Assemblea regionale, durato oltre cinque ore e terminato poco prima della mezzanotte. Un incontro “franco e produttivo”, commenta il deputato Fabrizio Ferrandelli, e a tratti “carico di tensione”, aggiunge.


Il clima s’è acceso quando l’ex capogruppo Antonello Cracolici, rivolgendosi al governatore e ai deputati presenti (alcuni non hanno partecipato), ha affermato: “Si può pensare che il presidente della Regione possa affrontare da solo la complessità dei problemi della Sicilia?”. E poi: “Come si può credere di affrontare quei problemi sminuendo il ruolo dei partiti e nel silenzio imbarazzante del Pd, che è la prima forza della maggioranza ma che in questa fase è come se fosse solo un ospite?”.

Quesiti ai quali Crocetta ha replicato con fermezza, sostenendo che lui non si fa dettare l’agenda e che si sente parte integrante del Pd, che è “il mio partito”. Altri momenti di tensione si sono registrati tra Crocetta e il deputato Concetta Raia e quando Ferrandelli ha sostenuto che “il confronto tra governo e Pd doveva partire all’inizio della legislatura” e “invece si sono persi sei mesi”, sollecitando “un nuovo corso, a cominciare dalla condivisione dell’azione di governo”.

Poi Crocetta ha accennato ad alcune iniziative che sta portando avanti, annunciando una decisa riforma della macchina amministrativa, a partire dal ruolo dei dirigenti della Regione. Il governatore, inoltre, avrebbe manifestato stupore per alcuni attacchi della Cgil nei suoi confronti.