“Se il Pd non si apre, diventerà un partito di reduci“. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, intervistato dal quotidiano La Sicilia, risponde alle critiche arrivate dai dirigenti democratici, che nei giorni scorsi hanno attaccato il protagonismo del governatore, reo di non coinvolgere il Pd nelle scelte di governo. “Il Pd è il partito più importante d’Italia – spiega Crocetta – se vuole vincere, si deve aprire ai movimenti”.
Il governatore ha voluto rispondere così al deputato Antonello Cracolici. L’ex capogruppo dei Dem all’Ars ha attaccato il governatore: “Abbiamo il dovere di dettare l’agenda al governo, e francamente non mi interessa se Crocetta si arrabbia per questo, siamo stanchi di non dire”. Il deputato regionale, durante l’iniziativa RifayPd, venerdì all’Astoria Palace di Palermo, non le ha mandate a dire a Crocetta. “E’ un errore enorme far credere che si vince e si governa senza i partiti. Al contrario bisogna ridar loro forza e slancio. Ma dobbiamo essere grati a Crocetta perché ci ha restituito quella credibilità che alla Sicilia mancava da quindici anni”. Prima uno schiaffo poi una carezza, dunque.
Ma è anche sul Megafono, il movimento del governatore, nato come lista di sostegno, voluto dalla segreteria Bersani, che è diventato una “spina” nel fianco per i democratici, che si è scatenata nei giorni scorsi la polemica. Ad innescarla è stata la frase del deputato nazionale Davide Faraone: “Il Megafono? Prima si chiude e meglio è”. Il coordinatore regionale dell’area Renzi non ha mai mostrato simpatie per il movimento di Crocetta e Lumia, considerato come una costola scomoda del Pd, e ne chiede espressamente lo scioglimento. Ma a difendere il Megafono ci pensa il senatore Giuseppe Lumia, numero due del movimento: “A Catania, Messina e Siracusa c’è una solida alleanza ed il Megafono è a fianco del Partito democratico. Ci sono alcune realtà in cui c’è una contrapposizione? Sono casi isolati che non fanno testo”. Ma i renziani attaccano anche sui Drs, i Democratici riformisti per la Sicilia. Il movimento di Totò Cardinale e Salvo Andò, vuole federarsi con i democratici. “Sono contrario alla federazione – attacca Faraone – anche i Drs prima si chiudono meglio è”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il deputato, neo renziano Fabrizio Ferrandelli: “Vengano dentro il Pd, non capisco perché vogliano utilizzare la formula della confederazione”.
Prova a mettere un freno alle polemiche il segretario regionale Giuseppe Lupo. “In queste settimane – scrive Lupo sul suo profilo Facebook – ho evitato di replicare perché sono impegnato a girare la Sicilia per la campagna elettorale delle amministrative. Sul territorio abbiamo un partito estremamente generoso che chiede il sostegno compatto del Pd. Il 9-10 giugno si vota in 142 comuni tra i quali Catania, Messina, Ragusa e Siracusa. Aprire conflitti adesso è da irresponsabili. Sosteniamo il Pd alle comunali. Per il resto, niente panico, a breve in direzione nazionale decideremo tempi e modi per congressi e primarie”. Anche il deputato regionale Bruno Marziano lancia una tregua. “Impegniamoci tutti per la vittoria di Garozzo (il candidato del centrosinistra per il Comune di Siracusa) – afferma il presidente della commissione Attività produttive dell’Ars – ma dopo il voto mi farò promotore di un confronto sullo stato del Pd e sulla evidente esigenza di rilancio”.
Tutto rinviato dunque. Dopo le amministrative dei primi di giugno sarà scontro a tutto campo. Con le correnti già in campo, come ad Enna, dove l’area che fa capo a Vladimiro Crisafulli, ha lanciato “Nuovo corso Pd”, l’iniziativa politica in vista proprio del congresso, dove si andrà inevitabilmente pronte alla conta e alla guerra interna che potrebbe anche portare a possibili scissioni.
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