La piazza di Mascalucia è piena quando Beppe Grillo sale sul palco per il primo dei suoi appuntamenti elettorali in Sicilia, a sostegno dei candidati del Movimento 5 stelle. Circa duemila persone provenienti da tutta la provincia di Catania, un servizio di sicurezza fatto da volontari che cercano di arginare la stampa interessata al “guru” pentastellato.

Sin dalle 16.30 si alternano i candidati dei piccoli comuni etnei chiamati al voto. E’ un susseguirsi di testimonianze di microcosmi che la politica dei partiti ignora. Ognuno racconta come migliorare il suo piccolo orticello, senza avventurarsi in digressioni di alta politica, è emblematico l’intervento di una signora candidata sindaco a Valverde, che con voce tremolante dall’emozione dice “che se sarà eletta farà restaurare il santuario della Madonna e rilancerà l’artigianato locale e gli orecchini fatti all’uncinetto” che lei stessa indossava a mo’ di testimonial.


Il popolo dei cinquestelle è fatto di gente comune, che nella vita non fa la politica di professione e si vede. Soprattutto in queste amministrative, dove l’esperienza e l’apparato fanno la differenza in termini di percentuali alle urne. Grillo sceglie Mascalucia, ma la gente ha ancora negli occhi piazza Università di Catania stracolma con più di diecimila persone. L’onda delle politiche che aveva trascinato via tutto è stata smorzata dalle ultime lezioni comunali nel resto d’Italia. Adesso i grillini hanno bisogno di lavorare sull’immagine e Grillo lo sa bene.

“Mai visto un’informazione così collusa – esordisce -, questi giornalisti ne dovranno rendere conto. Tutti dicono che siamo disgregati, che siamo divisi. Nessuno racconta che i nostri ragazzi in Parlamento fanno un sacco di proposte e di decreti straordinari, però non passa nulla. E nessuno ne parla. Ma un giorno i Ballarò e le altre trasmissioni, tipo quelle di La7, dovranno fare i conti con noi”.

“Non ce l’ho con i giornalisti, ma io non dimentico niente”, precisa Grillo. “Noi siamo gandhiani”, sottolinea ma, minaccia divertito, “vi facciamo un c… così”.

L’impeto di Grillo è il solito: “I politici ci prendono in giro. Altro che stop dei finanziamenti pubblici, incasseranno ancora più soldi, vedrete. Noi i nostri li abbiamo dati indietro. E loro non riescono a capacitarsi di come abbiamo fatto a costruire tutto questo senza denaro in pochi mesi. Ma vi rendete conto che non abbiamo una carica in un ministero, in una commissione? Letta ha spostato l’Imu di due metri, perché senza, i Comuni restano senza soldi. E abbiamo un presidente della Repubblica che ha 85 anni e si è raddoppiato il mandato: 14 anni come capo dello Stato, incredibile”.

Il leader del Movimento 5 stelle precisa: “D’accordo, alle comunali abbiamo perso qualcosa, ma non eravamo in grado di governare subito. Ci servono almeno tre anni. Ma vi assicuro che i ragazzi che si sono presentati si sono ammazzati di fatica. E alla fine abbiamo raddoppiato il numero dei Consiglieri comunali. Arriveremo, piano piano, perché non c’è alternativa. Se nessun politico oggi va in piazza un motivo ci sarà”.

Grillo spiega lo scontro con Rodotà: “Io lo stimavo, come tutti, ma se aveva qualcosa da comunicarmi sugli errori del Movimento 5 stelle poteva telefonarmi e dirmi ‘State facendo delle stronzate’. Invece ha fatto un’intervista sul Corriere. Non ce l’ho con Rodotà, ma è lui che vuole fare una sinistra con i rossi, gli arancioni… Noi abbiamo la nostra natura, siamo sopra. Come dice Cancelleri, le buone idee non hanno colore. Perché la sinistra non l’ha fatto eleggere? Perché avrebbe fermato Berlusconi”.

E ancora: “Siamo il primo partito in Sicilia. All’Ars avevamo 15 ragazzi, ora sono diventati 14, perché uno (Venturino, ndr) si è staccato. Io lo capisco, uno firma per non intascare i ventimila euro previsti dalla legge e poi non ce la fa e vuole tenersi i soldi. Ma la differenza sono disposto a dargliela io di tasca mia perché lui vada via. E sono genovese”.

Grillo insiste sulla realtà occultata: “Avete presente il business delle slot machine? Un nostro parlamentare in aula è intervenuto e ha fatto i nomi di undici ministri collusi. Ma nessuno ne parla, sono tutti presi a fare titoli contro il Movimento 5 stelle. Ecco perché siamo arrabbiati, ma la nostra è una rabbia bella, che salverà il Paese. Un Paese che non è più sull’orlo del baratro, è come Willy il coyote ormai nel vuoto, un attimo prima di precipitare. Tutti noi dobbiamo muoverci per evitarlo. Io potevo starmene a casa mia, oppure riempire le piazze a pagamento, invece vengo qui senza prendere un centesimo. Ognuno deve sacrificare un po’ del suo tempo per salvare gli altri”.

Ce n’è anche per Berlusconi: “Tiene tutti per i coglioni. Toglierà le intercettazioni, salverà quelli del Monte dei Paschi di Siena e vi imbroglierà sempre con i suoi giornali e le sue televisioni. Finirà così, ve lo metto per iscritto: alle elezioni ci saranno solo due proposte, Berlusconi e il Movimento 5 stelle. E ne rimarrà solo uno, come Highlander”. Uno spettatore gli chiede come il Cavaliere abbia potuto prendere otto milioni di voti: “Perché tutti si informano con la tv. Ma non sono io che devo andare in tv, siete voi che dovete uscire di casa…”.

E su Bersani: “Non voleva governare con il Movimento 5 stelle, non ci ha detto governiamo insieme. Lui voleva i nostri senatori per avere il numero per andare a governare lui senza di noi”. Per l’ex comico “gli esponenti 5 stelle sbaglieranno, ma sono persone perbene. I soldi li restituiranno o li caccio a calci….”. E via verso Siracusa, dove alle 21 è previsto il secondo comizio.

Tra gli interventi dei candidati, anche quello di Lidia Adorno, aspirante sindaco a Catania: “Qualcuno si è chiesto come mai Beppe sia venuto a Mascalucia e non in città, insinuando che non mi appoggiasse, ma le idee non hanno una collocazione fisica. Noi siamo tutti uniti”. Attorno a lei, giù dal palco, ci sono le deputate regionali Angela Foti e Gianina Ciancio, la senatrice Nunzia Catalfo e la parlamentare Giulia Grillo.

Il camper riparte in direzione Siracusa intorno alle 19, a bordo Beppe Grillo esausto in attesa di riprendere il ritmo e il fiato. Poco dopo la piazza si svuota mentre i candidati al consiglio comunale rimasti chiacchierano e cercano voti. sanno anche loro che la strada rispetto alle ultime politiche e alle regionali è in salita.