Che il Governo Letta non abbia sinora, a distanza di oltre un mese circa dal suo insediamento,realizzato alcun punto del programma, presentato alle Camere all’atto della richiesta della prescritta fiducia, credo sia sotto gli occhi di tutti.

Quanto ciò sia rispondente al vero è dimostrato in maniera inequivocabile dalle chiare parole espresse dal Presidente Napolitano il quale con molta franchezza ha manifestato il timore che i comportamenti dei singoli partiti possano far scivolare l’attività politica in uno stato di nefasta inconcludenza con gravissimi danni per tutti stante la criticità della attuale situazione economico-finanziaria del nostro Paese.


Certamente alcuni dei provvedimenti preannunciati,tipo la riduzione del numero dei parlamentari,l’elezione del presidente della repubblica,le competenze del Senato e quant’altro, per i quali è richiesta la speciale procedura per la modifica delle norme costituzionali,richiederanno tempi più lunghi e,quindi,per gli stessi sarebbe al momento sufficiente l’avvio del relativo iter parlamentare.

Per gli altri impegni facenti parte del programma,che non richiedono speciali procedure, si dovrebbe procedere,invece, con la massima urgenza,ricorrendo magari ad appositi decreti-legge,considerato che i relativi provvedimenti attuativi avrebbero l’unico scopo di sbloccare l’attuale situazione di stagnazione economica che si aggrava sempre più e si ripercuote negativamente sulle famiglie ridotte ormai sull’orlo della disperazione non potendo far più fronte ai più elementari e vitali bisogni della sopravvivenza.

Ci si riferisce,ovviamente,alle misure da adottare in materia di rilancio dell’economia,di riforma fiscale,di creazione di posti di lavoro per porre termine al dilagante e crescente fenomeno della disoccupazione,specie quella giovanile,etc. per i quali appunto si è trovata in via eccezionale l’intesa tra le diverse componenti dell’attuale maggioranza fortemente voluta dal Presidente Napolitano e che,allo stato,rappresenta l’unica via percorribile per dare risposte concrete a tali impellenti problemi che interessano la collettività tutta.

Per fare ciò,però,a mio avviso,dovrà essere abbandonata la litigiosità che da tempo immemorabile caratterizza la nostra classe politica chiamata in questo grave momento di embasse ad anteporre agli interessi”di bandiera”quelli dei cittadini stanchi di essere tartassati senza avere il ritorno di servizi efficienti o di garanzie lavorative per l’avvenire.

Spiace dover constatare che l’unico e reale provvedimento sinora adottato,quello relativo alla abrogazione del rimborso delle spese elettorali (impropriamente denominato”finanziamento pubblico ai partiti” già abrogato da un apposito referendum popolare) sia stato spalmato in un triennio venendo meno a quello che gli elettori si aspettavano e cioè la sua immediata abrogazione mentre non sfugge la circostanza che il metodo adottato richiederà tempi lunghi e rimane anche il rischio che possa finire,come avvenuto in passato, nel dimenticatoio con la conseguenza di lasciare inalterata l’attuale situazione oltretutto alquanto comoda per i partiti ai quali vengono elargite ingenti somme di denaro pubblico, il cui uso molto distorto è sotto gli occhi di tutti e che,al contrario,se finalizzate alla crescita economica, potrebbero dare nell’immediato qualche sollievo a tutta quella povera gente che,a causa dell’attuale congiuntura,ricorre sempre più frequentemente anche al suicidio. Sintomatico appare anche il fatto che a tutt’oggi non sia stata adottata alcuna misura finalizzata alla riduzione delle indennità dei parlamentari e all’abolizione dei loro privilegi anzi non se ne parla nemmeno più;il che avvalora ancor di più il fatto che la casta non si tocca e che i sacrifici debbono essere fatti sempre dagli altri come è avvenuto sinora!

A questo punto c’è solo da formulare l’augurio che i nostri illustri rappresentanti sfruttino al meglio il tempo loro assegnato,trattandosi di un Governo a tempo determinato e per giunta tenuto da una ibrida maggioranza,il cui compito precipuo è quello di far uscire il Paese dalla crisi attraverso provvedimenti urgenti ed immediati tralasciando le solite promesse propagandistiche che non approdano a nulla anzi arrecano sempre maggiori danni all’intero sistema democratico del Paese.

S.Curcio