Incapace di intendere e di volere. Con questa motivazione i giudici della Corte d’Appello di Palermo, hanno assolto dall’accusa di evasione P.A.M., 55 anni di Canicattì difeso dall’avvocato Luisa Di Fede. La vicenda che ha portato all’assoluzione dell’uomo, che attualmente si trova ospite per una casa alloggio per persone con problemi psichici di Canicattì, risale a qualche anno addietro. Infatti, l’uomo, che già in passato aveva manifestato segni di squilibrio mentale, ed abitava con la moglie a Delia, comune del nisseno distante pochi chilometri da Canicattì, dopo la separazione con la sua consorte si era recato nella casa dove risiedeva con la ex moglie e l’aveva segregata murando la porta d’ingresso della camera da letto in maniera da non permetterle di uscire. La donna, però era riuscita ugualmente a liberarsi urlando e chiedendo l’intervento di alcuni vicini che avevano avvertito i carabinieri. L’uomo in fuga era stato poi rintracciato ed arrestato dai militari dell’arma mentre se ne andava in giro tranquillamente per Canicattì. L’uomo successivamente al carcere era stato posto ai domiciliari in una casa alloggio per disabili psichici di Palermo. Noncurante del provvedimento a suo carico si era allontanato dal capoluogo siciliano per tornare nuovamente nella sua città da qui l’arresto per evasione. In primo grado all’imputato era stata inflitta una condanna. L’avvocato Di Fede, infatti, è riuscita a dimostrare che l’imputato non si era allontanato di sua volontà ma perché le sue condizioni mentali lo portavano a ritenere che quello commesso non fosse un reato ma un atto dovuto.
C.V.












