Attivisti No Muos occupano dalla notte scorsa l’aula consiliare del Municipio di Niscemi, per protestare contro la decisione della Regione Siciliana di revocare i provvedimenti che bloccavano le autorizzazioni all’installazione dell’impianto radio dell’esercito statunitense in contrada Ulmo.
La decisione è stata adottata dagli attivisti No Muos dopo un consiglio comunale durante il quale è stato chiesto dai manifestanti ai consiglieri e alla giunta di dimettersi in blocco in segno di protesta nei confronti dei governi nazionale e regionale. La proposta non è stata accolta.
Una delegazione di ‘Mamme No Muos’ e del consiglio comunale, quest’ultima guidata dal sindaco Francesco La Rosa, si è recata a Palermo, per un concentramento davanti alla sede del Consiglio di giustizia amministrativa dove per oggi era attesa la pronuncia sul ricorso presentato dalla Regione siciliana per lo stop ai lavori. Al presidio ci sono manifesti e striscioni con scritto “Vergogna Crocetta” e “Regione Usa Mafia”, “Crocetta vattene”.
“Siamo delusi e sdegnati dalla decisione di Crocetta, ha tradito noi e i nostri figli – dice Laura Militello – che potrebbero subire effetti devastanti per la salute a causa delle emissioni elettromagnetiche della 46 antenne del Muos. Ci sentiamo soli, il governo ci ha abbandonati”.
In una nota, il movimento No Muos lancia un “appello ai territori, alle associazioni e a tutti i cittadini perché esprimano la loro opposizione nei confronti di una scelta che non condivide e contesta fermamente: la ripresa dei lavori per l’installazione del Muos all’interno della sughereta di Contrada Ulmo a Niscemi”. Secondo il governatore la mancata revoca allo stop avrebbe portato a una maxi penale di 18 miliardi di dollari, pari al costo dell’ impianto, da pagare agli Usa.
“Il governo regionale da me presieduto non ha mai condiviso, neppure sul piano di principio, l’istallazione del Muos poichè ha ritenuto sempre che tale istallazione si inserisce in un territorio fortemente degradato per presenza di altri impianti, sul piano ambientale”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, sottolineando “per amore di verità” che il “mio governo non ha mai autorizzato alcuna richiesta relativa al Muos”.
“Abbiamo, fino a oggi, fatto ogni tentativo possibile per impedire la continuazione dei lavori – aggiunge il governatore – individuando un punto estremamente critico nel fatto che lo studio sulla salute non attendibile e, pertanto, si è concordato col governo nazionale di fare effettuare un nuovo studio affidandone la realizzazione all’Istituto Superiore di Sanità. Sulla base del parere estremamente positivo espresso da tale ente – osserva Crocetta – non era più perseguibile mantenere alcun divieto senza causare il default della Sicilia. Le autorizzazioni del governo Lombardo, infatti, avevano prodotto effetti economici e responsabilità nei confronti di terzi”.
Il Muos, spiega Crocetta, “non rientra nei programmi del governo regionale” e invita “parlamentari che vogliono veramente contribuire alla causa del no Muos, piuttosto che capeggiare manifestazioni che sicuramente non possono cambiare il piano normativo, a proporre e fare approvare sul piano regionale e nazionale, leggi adeguate che possano realmente impedire istallazioni come il Muos, in prossimità dei centri abitati”.















