“Ho partecipato con interesse alla presentazione, alla Camera di Commercio, degli Atti della Summer School che si è tenuta l’estate scorsa a Robadau (Naro).

Va dato atto alla Camera di Commercio di perseguire con determinazione la linea che si è data con l’attivazione dello “sportello legalità” nella considerazione che la stessa è il presupposto stesso dello sviluppo.


Allo stesso tempo mi sento di cogliere in positivo le cose dette da Umberto Di Maggio (Libera) e Umberto La Commare (Università di Palermo) per rilanciare una questione: perché non si assegnano tutti i beni confiscati alla Mafia? Perché i Comuni (che peraltro hanno l’obbligo di farlo) non conferiscono tali beni all’Agenzia in modo che la stessa, come fatto per Naro, Canicattì, Siculiana possano agevolmente affidarli?

Abbiamo idea della straordinaria “iniezione” di fiducia che questo costituirebbe?

Leggo che sono 240 i “ beni confiscati “ in Provincia di Agrigento: potremmo moltiplicare per molte volte l’esperienza positiva di Naro, animare il territorio, trasmettere ed amplificare questa necessaria “cultura dell’intraprendere”. Perché non ci si riesce?

Mi auguro davvero che , da parte di chi ha la responsabilità di governo di questi fatti , possano venire fuori risultati concreti ed incoraggianti di una inversione di tendenza.

I beni confiscati alla mafia sono di tutti, essi devono tornare ad essere immessi in un circuito positivo e produttivo di lavoro e di sviluppo.

Questa terra ne ha immenso bisogno”

Massimo RASO

Segretario Generale CGIL Agrigento