Il generale in congedo dei carabinieri, ed ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano, darà una mano alle indagini per tentare di ricostruire l’episodio accaduto la sera del 28 luglio scorso, quando una tredicenne figlia di genitori licatesi, ma residenti a Milano, sarebbe stata violentata da due fratelli di Licata, di 17 e 23 anni, già identificati, ma liberi. Garofano è stato nominato consulente dai familiari della ragazzina. La decisione di affidarsi ad un esperto come Garofano, è scaturita nei giorni scorsi quando il legale della famiglia, l’avvocato Antonino Catania, ha depositato alla Procura di Agrigento, un documento per chiedere il via libera a svolgere attività investigativa in proprio. Si tratta di indagini difensive che il difensore può effettuare, nell’interesse del proprio assistito, in parallelo rispetto a quelle coordinate dal Pubblico Ministero. Negli uffici giudiziari di via Mazzini sono giunte anche diverse sollecitazioni da parte dei familiari della giovane, con l’invito al procuratore capo Renato Di Natale, e al magistrato titolare dell’inchiesta, di procedere all’acquisizione di ulteriori elementi di prova. Per chiudere il cerchio e incastrare gli autori, risposte importanti potrebbero arrivare dai laboratori scientifici dei carabinieri del Ris di Messina, incaricati di analizzare alcuni indumenti per verificare la presenza di liquido seminale, e attraverso le tracce biologiche estrarre il Dna. La difesa contesta anche il mancato sequestro dell’auto appartenente al maggiore dei due fratelli. Dentro l’abitacolo, infatti, secondo il racconto della vittima si sarebbe consumata la violenza sessuale.