La presunta violenza sessuale su una tredicenne figlia di licatesi residenti a Milano, tra un mese si potranno avere i primi punti fermi sulla vicenda. Il 10 ottobre prossimo, infatti, nei laboratori degli esperti dei Ris di Messina, sono previste le analisi scientifiche sugli indumenti sequestrati ai due presunti responsabili dello stupro, due fratelli di Licata, di 17 e 23 anni, e sui prelievi ospedalieri che serviranno a verificare la presenza d liquido seminale, e attraverso le tracce biologiche estrarre il Dna. L’ex generale dei carabinieri, Luciano Garofano, il perito di parte nominato dalla famiglia della vittima, parteciperà agli accertamenti, non ripetibili su alcuni reperti. Tra i nodi da sciogliere il punto principale resta quello se c’è stata effettivamente la violenza sessuale, e le analisi scientifiche forniranno le risposte a trovare la verità. Lo stupro si sarebbe consumato il 28 luglio scorso. La tredicenne è uscita con alcuni amici e al ritorno a casa la comitiva si era divisa. La ragazzina e una coetanea avevano accettato un passaggio in auto da un ragazzo conosciuto in spiaggia e dal fratello, i quali si sarebbero diretti verso le campagne poco fuori il centro abitato di Licata. L’amica è riuscita a fuggire, la tredicenne è rimasta intrappolata nell’auto, in balia dei due fratelli. Poi è stata riaccompagnata indietro. Raccontato tutto ai genitori è stata subito accompagnata al pronto soccorso e poi in caserma per denunciare i fatti ai carabinieri della Compagnia di Licata.













