Altri trenta giorni per ultimare la perizia psichiatrica nei confronti dell’imprenditore favarese Antonino Baio, 73 anni, che nel novembre dell’anno scorso, confessò l’omicidio del compaesano Calogero Palumbo Piccionello. La decisione di concedere altro tempo ai periti per valutare meglio lo stato mentale dell’imputato è stata adattata dal gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. L’incarico è affidato a due professionisti, Domenico Micale, psichiatra di Palermo, e Alessandro Meli, psicologo di Agrigento, che avranno il delicato compito di compilare la perizia, che servirà a stabilire se al momento del fatto Baio era capace di intendere e di volere. Il processo è stato aggiornato al 28 novembre prossimo, data in cui saranno sentiti i due periti. Si tratta di una questione decisiva per l’esito del processo perché se dovesse essere accertata l’incapacità di intendere e di volere dell’imputato non ci sarebbe alternativa all’assoluzione. Anche l’avvocato di parte civile Antonino Gaziano, che assiste i familiari della vittima, ha chiesto ed ottenuto di effettuare una consulenza di parte affidando l’incarico allo psichiatra Leonardo Giordano e alla psicologa Antonella Alessi.












