Quando venne affidato al Presidente Letta il compito di formare un governo che poteva disporre di un forte sostegno da parte dei due maggiori partiti italiani, ciascun cittadino di questo Stato ha giustamente pensato che finalmente, deposte le armi della continua litigiosità, che da decenni caratterizza la nostra classe politica, il Parlamento, forte dei numeri derivanti dall’appoggio dei due schieramenti in passato sempre contrapposti, potesse adottare quei provvedimenti indispensabili per far uscire il Paese da una crisi cosi drammatica dalla quale, a mio modesto avviso, si può venirne fuori solamente se, in presenza di una richiesta di enormi sacrifici, ogni cittadino, in base al proprio ruolo e perché no anche al proprio reddito, sia disposto a fare la propria parte, a dare il suo contributo piccolo o grande che sia.

Senonchè, purtroppo, anche il Governo delle larghe intese, come spesso avviene in Italia, al di là delle buone intenzioni, ha miseramente fallito non essendo stato capace di realizzare quella svolta necessaria per avviare la fase della crescita economica senza della quale non si va da nessuna parte anche perché, forse a causa della mancanza di coraggio, non ha saputo o potuto gestire al meglio, dovendosi adottare provvedimenti impopolari, una situazione che non ammette mezzi termini ove si voglia veramente far uscire l’Italia dalle secche della attuale crisi pari solamente alla grande crisi del dopoguerra.


Basti pensare in proposito che anche la stessa legge di stabilità, al momento all’esame delle Camere, non potrà realizzare quel radicale cambiamento indispensabile per poter fermare quella valanga che da tempo, a prescindere dall’attuale crisi, sta trascinando il paese verso il baratro, considerato, peraltro, che la stessa, al pari delle passate leggi finanziarie di fine anno, continua a scaricare sui più deboli (lavoratori dipendenti e pensionati) i relativi oneri finanziari.

A tal fine, basti pensare alla tassa della Tares che dal prossimo anno arrecherà ai cittadini, già oltremodo gravati, un ulteriore danno economico costringendo le famiglie a fare sempre maggiori sacrifici senza, peraltro, avere assicurati servizi più efficienti quasi del tutto carenti nel profondo Sud.

Se alla crisi si aggiunge il grave fenomeno della continua immigrazione (vedasi per ultimo la tristissima tragedia lampedusana) delle popolazioni africane, siriane etc, del resto non facilmente arginabile data la posizione geografica del Paese, allora lo scenario si fa veramente inquietante sino all’inverosimile non intravedendosi, peraltro, spiragli di soluzione almeno a breve termine anche in considerazione del mancato coinvolgimento dell’intera U.E. nella quale la Germania ha sempre opposto una netta chiusura.

A fronte di una situazione tanto drammatica, di converso, i nostri partiti continuano a litigare, la casta politica si arrocca sempre più ai propri privilegi, la p.a. continua ad essere inefficiente, le amministrazioni locali continuano a tagliare, perché privi di mezzi finanziari, servizi a tutto danno dei cittadini, specie di quelli più poveri, e quant’altro!

Vien proprio da chiedersi quanto potrà aver termine una situazione di tal genere che vede una gioventù priva di qualunque speranza, padri di famiglia non più in grado di sbarcare il lunario, le aziende che con cadenza giornaliera chiudono i battenti licenziando le maestranze, i cittadini gravati dalle tasse più alte al mondo, quattro milioni di persone senza cibo, la disoccupazione in aumento, il timore della perdita del posto di lavoro sempre più diffuso, etc etc.

Ma non si era parlato di riduzione delle tasse per tutti, della drastica diminuzione del numero dei parlamentari e della riduzione dei loro stipendi oltre alla abolizione dei loro privilegi, delle dismissioni di tanti edifici demaniali non più utilizzati, della rescissione dei contratti di acquisto degli aerei F35 che non serviranno a nulla, della abolizione delle province, della riforma elettorale e quant’altro? E che dire della vicenda di Berlusconi che, in dispregio di una sentenza definitiva, continua a tenere sotto scacco il Governo ricattandolo ogni giorno alla faccia del diritto di cui il nostro Paese ne è la culla?

Ma dove sono andate a finire queste belle proposte? sicuramente nel dimenticatoio;è il caso di dire che mai come adesso nella storia della nostra repubblica si sia verificato un così nefasto e forte scollamento tra la politica ed i reali bisogni della società,tra le istituzioni e la povera gente ogni giorno sempre in maggior affanno.

Stando così le cose e volendo mantenere l’attuale stato democratico non resta, quindi, che augurarsi che gli elettori si ricordino di tutto ciò all’interno delle urne al momento, peraltro a mia avviso non troppo lontano, in cui verranno chiamati a scegliersi i propri rappresentanti con l’auspicio che questi nuovi eletti non continuino nella folle e miope politica che ha caratterizzato i loro predecessori il cui unico merito, oltre al loro indecente ed illecito arricchimento, è stato quello di portare il Paese nel fondo del baratro, nell’abisso più profondo.

S. Curcio