Le dichiarazioni sulla clinica Humanitas di Catania del ministro Gianpiero D’Alia e del deputato regionale dell’Udc Gianluca Miccichè “sono estremamente gravi”, per questo è opportuno “invitare” i due politici “a chiarire, proprio davanti all’antimafia, quali siano queste zone d’ombra alle quali si fa riferimento” dice il parlamentare all’Ars e componente della commissione regionale Antimafia per Articolo 4, Totò Lentini. “Sono certo – aggiunge Lentini – che D’Alia troverà il tempo, fra i suoi tanti impegni romani, per dedicare qualche ora in più alla Sicilia”.

“Da un punto di vista strettamente politico – osserva l’esponente di Articolo 4 – non è possibile che il governo della Regione sia sottoposto a continui ricatti ed ogni argomento sia occasione per minacciare l’uscita dalla maggioranza quasi come se D’Alia e compagni volessero giocare su due fronti in attesa di sviluppi romani che gli permettano di ricollocarsi”.


Sul ‘caso Humanitas’, l’Udc riunirà mercoledi prossimo, alle 11.30, il gruppo parlamentare. Si discuterà anche dell’eventuale uscita dal governo se la giunta non revocherà la delibera approvata lo scorso luglio. “Siamo assolutamente certi che Rosario Crocetta e Lucia Borsellino rappresentino ad oggi due esempi di moralità e correttezza non discutibili per la loro storia e per le azioni sinora portate avanti con coraggio” afferma dal canto suo Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia all’Ars. “La vicenda Humanitas di Catania merita certamente la dovuta attenzione, – aggiunge – ma crediamo che verranno fornite dal Governo regionale tutto, le linee guida che avrebbero determinato scelte che, oggi, vengono aspramente criticate da pezzi della maggioranza medesima”.

Sulla vicenda dell’Humanitas di Catania “è necessario che il Governo venga a riferire all’Ars al più presto, per dire in modo ufficiale come stanno le cose ed evitare che per l’ennesima volta si assista ad un balletto di dichiarazioni fra loro contrastanti e nessuna di queste in linea con i reali provvedimenti amministrativi” aggiunge Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa.

“Ancora una volta – aggiunge Di Mauro – il Governo Crocetta si mostra come Giano bifronte: da un lato annuncia politiche di rigore verso la sanità pubblica, con provvedimenti al limite della sostenibilità per molte strutture, e dall’altro si mostra molto generoso verso la sanità privata, con l’aggravante di una leggerezza che lascia stupefatti anche sul fronte del conflitto di interesse e senza una reale programmazione che eviti duplicati degli interventi e spreco di denaro pubblico”.

Secondo il capogruppo del Pds-Mpa è “necessario che che ci sia una politica complessiva della Sanità, che unisca il necessario contenimento dei costi con la tutela prioritaria del servizio pubblico che – conclude Di Mauro – è quello che per primo deve rispondere alle necessità dei cittadini”.

Luca Cangemi, del comitato politico nazionale del Prc “sono stupefacenti le dichiarazioni da parte del governo regionale sulla grave questione del via libera offerto alla maxi-clinica privata catanese per malati oncologici”.

“Da un lato – aggiunge l’esponente di Rifondazione comunista – si loda l’iniziativa privata sulla sanità dall’altro si sottolinea che la delibera è frutto di progetti avviati dallo scorso governo. Appunto, verrebbe da dire, basta questo per mettere uno stop. Anzi basterebbe se effettivamente questo fosse un esecutivo di rinnovamento. Invece – sostiene Cangemi – siamo di fronte ad una storia tipica della sanità ‘lombardianà e ‘cuffarianà: le sofferenze dei malati siciliani sono trasformate in affare per cordate d’imprenditori, magari in lotta tra loro, mentre la sanità pubblica è continuamente massacrata da tagli per superiori esigenze di bilancio, che non valgono mai per gli speculatori privati”.

“È ora di dire basta, è ora – conclude l’esponente del Prc – di chiudere la pagina degli intrecci tra politica, apparati sanitari, imprenditori, è ora di rilanciare la sanità pubblica come garanzia del diritto alla salute”.