Michael O’Leary, il patron di Ryanair, ha voluto presentare personalmente a Fontanarossa, nuova base della sua compagnia aerea, le sette nuove rotte che a partire dal 13 dicembre collegheranno Catania a Bologna, Eindhoven, Madrid, Marsiglia, Roma, Torino e Venezia (Treviso) proprio attraverso il vettore irlandese. Da oggi fino alla mezzanotte di giovedì sul sito Ryanair a disposizione posti a 15,99 euro per viaggiare a gennaio e febbraio.
Stime e numeri importanti, si pensa di aumentare il traffico aereo a Catania con 1.200.000 passeggeri in più all’anno, il che equivarrebbe, secondo il rapporto Ambrosetti, alla creazione 1.200 nuovi posti di lavoro. Il tutto facendo sistema con il nuovo aeroporto Vincenzo Magliocco di Comiso, presente oggi a Fontanarossa con una delegazione guidata dal sindaco Spataro, con altre iniziative e nuovi collegamenti per Dublino, Francoforte (Hahn), Kaunas e Pisa, per una stima di 250 mila passeggeri trasportati all’anno. Questi numeri, sommati al 2 milioni tra Palermo e Trapani che porterebbero al compagnia a muovere circa 5 milioni di passeggeri nell’Isola.
E solo una coincidenza che Ryanair arrivi a Catania, nei giorni in cui Fontanarossa è stata declassata dall’Ue?
“Le decisioni dell’Ue ci interessano poco, non c’è relazione con il reale traffico aereo che sviluppa lo scalo etneo. Catania dopo la bancarotta Wind Jet ha concentrato le sue forze nel mantenere le importanti connessioni interne con alcuni accordi strategici, ma in futuro cresceranno le rotte internazionali che connetteranno la città alle altre destinazioni europee. Il nostro obiettivo è quello di collegare low cost l’Europa e gli aeroporti d’Italia con la Sicilia”.
Wind Jet dove ha fallito?
Penso che Wind Jet non fosse una vera low cost, soprattutto perché il costo dell’affitto degli aeromobili era troppo alto. La differenza con una vera low cost sta nel mantenere bassi i costi di produzione da tutti i punti di vista. Non credo che sia stato un problema di mancanza di aiuti di Stato. Il vero problema di Wind Jet è che era troppo piccola con costi troppo grandi. E poi era radicata soprattutto con basi in Sicilia e operava su voli nazionali, ma non poteva competere con la forza di Alitalia. La differenza con Ryanair è che su Comiso e Catania proponiamo voli a prezzi convenienti per destinazioni nazionali, ma anche per molte internazionali”
Wind Jet ha lasciato a piedi molti ex dipendenti che guardano al vostro arrivo con speranza e fiducia. Aprirete le vostre porte anche a loro?
“Il nostro arrivo in Sicilia, al momento non prevede un incremento di personale, copriremo le rotte nazionali ed internazionali con i nostri velivoli completi di piloti e personale di bordo, ma non è escluso che in futuro, se gli affari andranno bene, cominceremo ad assumere personale locale, potrebbe essere l’occasione giusta per ricollocare gli ex dipendenti Wind Jet”.
L’offerta di collaborazione ad Alitalia non è stata ben accolta, perché?
“Alitalia è stata per anni una compagnia di altissimo livello, adesso però il management vive un momento difficile, alle prese con questioni economiche e politiche. Personalmente credo che sopravviverà e che ritornerà ad essere una compagnia di successo. Ma serve una ristrutturazione, il che significa: meno voli nazionali, meno tratte europee e incremento dei collegamenti intercontinentali e tratte a lunga percorrenza. Le loro tratte brevi sono troppe e sono vendute a prezzi troppo cari, economicamente sono una perdita di denaro. Se abbassassero il loro numero di passeggeri da 22 milioni a 14 milioni, ad esempio, potenziando le rotte per le Americhe e per l’Africa, alla fine dell’anno la compagnia non solo sarebbe sempre in attivo, ma avrebbe anche degli ottimi guadagni. Noi aiuteremo volentieri Alitalia nel mercato interno (Italia ed Europa), così come abbiamo proposto fornendo dei voli da e per Fiumicino a prezzi concorrenziali. Ma credo che loro stiano vivendo un periodo complicato a causa della ristrutturazione, al termine di questo processo probabilmente riconsidereranno la nostre offerte e si siederanno a parlare con noi per lavorare insieme”.
La politica di Ryanair anticipa le trasformazioni del mercato delle compagnie aeree nazionali?
“Il business degli aeroporti sono le linee low cost e Ryanair è la compagnia più importante al mondo in tal senso. Gli scali che ospitano Ryanair crescono e migliorano i servizi nel giro di pochi mesi, basti guardare quello che è successo a Trapani e Palermo. Creiamo occupazione, nuovi flussi di viaggiatori e di conseguenza movimenti turistici elevati dei quali ne beneficia tutto il territorio circostante, siamo convinti che questo succederà anche a Catania e Comiso nei prossimi dodici mesi”.
Ryanair in Sicilia riceverà aiuti di Stato?
“Non abbiamo mai ricevuto aiuti di Stato, quello che facciamo è negoziare sconti quando entriamo in nuovi mercati o in nuovi aeroporti, negoziamo supporti turistici e di marketing, di fatto quello che succede è che le nostre nuove rotte fanno crescere il numero di viaggiatori così da diventare appetibili per gli operatori turistici che ci offrono i loro servizi o investono con noi nella promozione delle nuove rotte”.
I clienti vi hanno accusato di essere molto rigidi, spesso si sente dire: è vero, con Ryanair si risparmia, ma ci sono pochi servizi. E’ così?
“E’ questo il nostro punto di forza, non imponiamo nulla a nessuno. Se hai bisogno di volare da una destinazione all’altra solo con un piccolo zaino pagherai solo la tariffa del volo 29 euro. Se vuoi fare il check in del bagaglio pagherai un extra, se hai voglia di un drink a bordo ci sarà un altro extra, ma la scelta è solo tua. Nessuna imposizione. Se compri il biglietto in anticipo riuscirai a risparmiare, sotto data, ovviamente costerà di più, ma l’ultima scelta è sempre del cliente. Dal 1°, poi, siamo stati i primi a introdurre il doppio bagaglio in cabina e a diminuire il costo del peso in eccedenza”.
Gli obiettivi di Ryanair a breve scadenza e il sogno di O’Leary, quali sono?
“Il mio sogno? Che il ManCity vinca il campionato, che la nazionale irlandese di rugby conquisti il 6 Nazioni e che Ryanair continua a crescere in Italia e magari in collaborazione con Alitalia. Il futuro? In due tre anni arrivare a 30 milioni di passeggeri in Italia, 110 milioni in Europa migliorando la nostra presenza nei Paesi in cui ci sono già delle nostre basi, così come stiamo facendo oggi con Catania e con Comiso”.














