Le intenzioni del bando del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo  “500 giovani per la Cultura” , forse, erano delle migliori ma il risultato , probabilmente, non è stato altrettanto meritevole e ha scatenato le proteste dei professionisti del settore cultura e anche degli studenti universitari dei corsi di laurea in beni culturali e archeologici di Agrigento. Sono scesi in piazza, questa mattina, in città, così come accaduto a Roma , con un corteo che è partito da Villa Genuardi per terminare, sulla strada provinciale n.4 ( nei pressi del punto di ristoro). Perché se da un lato è positivo offrire una opportunità professionale a 500 giovani, dall’altro si chiede che lo si faccia con le migliori condizioni. O almeno con quelle di base. Il decreto legge Valore Cultura, deliberato la scorsa estate, prevedeva, tra le altre cose, la selezione di 500 giovani, da impiegare nel programma straordinario di digitalizzazione del patrimonio culturale. Una speranza per un esercito di professionisti del settore culturale, da tempo bistrattato e sempre più vittima dei tagli di fondi.  L’interessante prospettiva, però, si è appannata non appena il bando è stato pubblicato. Professionisti e studenti agrigentini lo definiscono <<un insulto alla dignità del lavoro perché maschera con il termine “tirocinio” la più becera forma di sfruttamento e di lavoro precario sottopagato: un’indennità di partecipazione, al lordo, di 5000 euro annui, comprensiva della quota relativa alla copertura assicurativa. Manifestiamo- puntualizzano ancora gli studenti dei corsi di laurea in beni culturali e archeologici di Agrigento- perché il Ministero non può pretendere di reclutare professionisti laureati con il massimo dei voti e con competenze specifiche, come richiede il bando, e poi riconoscere un compenso offensivo, sotto forma di “indennità”>>.