Palazzo Normanni, sede dell’assemblea regionale siciliana, a Palermo, sott’assedio da parte di circa 200 precari di varie categorie esclusi dalle proroghe approvate sabato sera dall’Ars, nell’ambito dell’esame della manovra finanziaria. Le forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno presidiato il portone d’ingresso, da dove nessuno può entrate e uscire. Tra i manifestanti molta tensione.
Una direttiva ai Comuni per prorogare immediatamente i contratti dei precari: un provvedimento che servirà soprattutto da «sanatoria» per i problemi che possono nascere a causa del vuoto contrattuale delle ultime due settimane. Approvata la norma che definisce il percorso per i rinnovi triennali e le stabilizzazioni, l’assessorato al Lavoro sta già preparando i provvedimenti amministrativi per i Comuni. Sono infatti i sindaci a dover siglare i contratti dei 18.500 precari degli enti locali: la quota maggiore dei contrattisti salvati dalla legge. Mentre un cammino a parte avranno i 3.200 Pip, i 5.800 Asu e i 2.200 Lsu degli ospedali.
Il primo problema che le direttive dell’assessorato dovranno risolvere è quello della continuità contrattuale: «I contratti sono scaduti il 31 dicembre – spiega la dirigente Anna Rosa Corsello – ma vanno considerati prorogati dal primo gennaio. Non possiamo permetterci di avallare interruzioni, altrimenti non si potrebbe parlare di proroghe».
















