“Seppelliamo la parola ‘rimpasto’ nel cimitero delle parole”, ma “occorre operare una fase diversa”. Il presidente del Pd Gianni Cuperlo, a margine di un incontro a Caltagirone per il 95° anniversario dell’appello ai ‘Liberi e forti’ di don Luigi Sturzo, ha replicato così a chi dice che “il governo deve fare e se non fa se ne vada” che questa è “più che altro una frase di rito”.
In Parlamento e nella società ci sono “le condizioni per arrivare a una riforma della legge elettorale che contempli il doppio turno che è in assoluto, e io sono convinto di questo, la soluzione che più avvicina alla governabilità assieme ai criteri di rappresentatività delle forze presenti nel Paese”, ha detto Cuperlo.
“Ieri il segretario si è limitato ad indicare i criteri ispiratori di governabilità e a togliere il potere di veto a quello che lui, se non sbaglio, ha definito i piccoli partiti: vedremo domani in sede di direzione il testo e il merito”, ha aggiunto commentando l’incontro di ieri tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. “Credo che sia importante e irrinunciabile restituire ai cittadini elettori la possibilità di scegliere il loro rappresentante”.


















