È stato Palazzo Chigi stamattina, in una riunione allargata a più ministri, a cercare di dipanare la matassa complicata scatenata in Sicilia dall’impugnativa del commissario dello Stato Carmelo Aronica, che ha nei fatti congelato più di due terzi della finanziaria regionale, spostando 558 milioni di euro in un fondo indisponibile. Mossa che ha sconcertato la Regione Siciliana, anche a causa dello stand by in cui sono stati messi i pagamenti di migliaia di dipendenti e pensionati dell’isola, ma anche quelli del personale Ars e di 90 deputati.
Dopo l’incontro con i ministri Graziano Delrio, Angelino Alfano, Gianpiero D’Alia alla presenza del sottosegretario alla presidenza Filippo Patroni Griffi e dei parlamentari Davide Faraone (Pd) e Renato Schifani (Ncd), il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, ha diramato una nota spiegando di avere illustrato durante la riunione “tutte le azioni positive effettuate dalla Regione nelle ultime due finanziarie, i tagli rigorosi e la lotta agli sprechi effettuati dal governo”.
Annunciando che al tavolo tecnico di domani parteciperà anche il commissario dello Stato, Carmelo Aronica, che ha impugnato i due/terzi della manovra finanziaria regionale. Secondo quanto si apprende, però, Aronica potrebbe non partecipare al tavolo tecnico convocato domani al ministero per gli Affari regionali per affrontare la questione del blocco della spesa nell’isola. L’evoluzione della vicenda avrebbe creato irritazione nell’ufficio del Prefetto, che ha un ruolo terzo nell’esame delle leggi approvate dal Parlamento siciliano.
Crocetta evidenzia che “non solo che in questi anni sono stati tagliati 2 miliardi e 400 milioni ma sono già stati accantonati 300 milioni per la costituzione del fondo rischi per i residui attivi”.
“Il governo regionale in pratica ha agito, non solo per mettere i conti in ordine, ma anche per assicurare la Regione rispetto al rischio debiti”, afferma il governatore.
“I rappresentanti del governo nazionale – prosegue – hanno affermato che la manovra 2014 non solo ottiene il pareggio dei conti, come confermato dal capo di gabinetto all’Economia Daniele Cabras e dal ministro Del Rio, ma che è anche una manovra di grande valore sociale e di rilancio dello sviluppo, sostenendo che i tagli avrebbero conseguenze drammatiche sul piano non solo regionale ma anche nazionale”.
“Ritengo urgente riprendere il dialogo con il Commissario dello Stato, nel rispetto del principio di leale collaborazione, per il bene comune. La tragedia imminente della possibile perdita di migliaia di posti di lavoro ha contribuito ad alzare la tensione, ma è volontà della Regione riconoscere il ruolo di garanzia che svolge il Commissario. Spero sinceramente che si possa riprendere un ragionamento che consenta a Regione, Stato e Commissario, tutti assieme, di trovare soluzioni urgenti per evitare la catastrofe in Sicilia”.
Al tavolo tecnico in programma domani alle 15.30 al ministero per gli Affari regionali, su delega del presidente Crocetta parteciperà l’assessore all’Economia Luca Bianchi. “Parteciperà anche il commissario dello Stato, Carmelo Aronica – dice Crocetta – per individuare immediate soluzioni prima della pubblicazione del bilancio”.
“Si è trovata una buona soluzione – ha detto D’Alia – che definisce un percorso con un tavolo tecnico che individua in un rapporto sereno e di leale collaborazione tra governo regionale, centrale e Commissario dello Stato, tutti gli strumenti per garantire i servizi essenziali alla Sicilia e un percorso virtuoso di risanamento economico e finanziario che la Regione ha già iniziato ma che deve portare avanti con determinazione e costanza”. Nel corso del tavolo tecnico, ha spiegato il ministro, “si farà una verifica voce per voce per individuare soluzioni che garantiscano la spesa delle risorse, ma anche che non ci siano buchi nel bilancio della Regione. Il tavolo tecnico vedrà la partecipazione del Mef anche per quanto riguarda i cosiddetti residui attivi”.
Secondo il ministro il tavolo rappresenta quindi “un percorso chiaro: il presidente Crocetta sa cosa deve fare lui e lui sa cosa stiamo facendo noi”. Sul ruolo del Commissario di Stato, il ministro ha osservato “che ogni operato è criticabile, ma va rispettato il suo ruolo costituzionale e tra l’altro è bene ricordare che il Commissario ha operato per garantire la tenuta dei conti pubblici”.

















