Si era inventato una attività riutilizzando parti di elettrodomestici dismessi ma per la polizia provinciale la sua impresa è illegale. Si è chiuso nella sua officina Gabriele Dulcetta, 35 anni. Con lui  anche la moglie. L’impresa si trova in via Erice.

La polizia provinciale si è presentata per chiudere l’attività e porre tutto sotto sequestro ma Dulcetta non intende cedere. Minaccia di darsi fuoco e farsi saltare in aria se le forze dell’ordine gli sequestreranno l’area adibita a recupero e trasformazione di elettrodomestici.


“Non me ne andrò – dice – Io non voglio perdere il mio lavoro. Io svolgo una attività di recupero e non di smaltimento dei rifiuti. Per la polizia provinciale invece è tutto illegale”.

Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza hanno operato in via Erice aspettando di potere entrare nella struttura fatta di baracche e lamiere di Dulcetta. In un container l’uomo si era chiuso con decine di bombole pronto a fare esplodere tutto, nella notte è uscito e l’allarme è cessato.

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