C’è anche Bruno Mancuso, ex sindaco di Sant’Agata di Militello e attuale senatore del Nuovo centrodestra, tra gli indagati della Procura di Patti per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso.
La polizia sta eseguendo a Sant’Agata di Militello un’ordinanza cautelare emessa dal gip nei confronti di 8 persone. Tre di queste sono ai domiciliari, quattro hanno il divieto di dimora e una l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Altre 11 persone sono state raggiunge da un’avviso di garanzia perché indagate nel medesimo procedimento. Tra di loro Mancuso.
“Si tratta dell’ennesimo attacco alla mia persona che ha svolto sempre la sua attività di sindaco nell’interesse unico di Sant’Agata e della comunità. Pur essendo già di per sé marginale la mia posizione rispetto alla natura delle indagini, dimostrerò la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati e dei quali non sono a conoscenza”, dice il senatore del Nuovo centrodestra.
“E’ paradossale – aggiunge – che mi venga contestato l’interessamento per due opere pubbliche di fondamentale importanza per S. Agata, quali l’elisuperficie e la messa in sicurezza della scuola elementare Capuana, di primario interesse per la protezione civile e la salvaguardia dell’incolumità fisica dei nostri ragazzi. Continuerò ad impegnarmi per la mia terra nel pieno rispetto dei principi di correttezza e legalità che ho sempre perseguito e di cui sono fiero sostenitore nella mia azione politica”.
Secondo quanto è emerso dalle indagini dell’operazione ‘Camelot’, il senatore Mancuso, nel periodo nel quale era sindaco di Sant’Agata di Militello (Me), con la collaborazione del dirigente dell’area strategia e sviluppo Giuseppe Contiguglia, era riuscito a far arrivare al comune nebroideo, quasi cento milioni di euro di finanziamenti nell’ambito del programma regionale di ‘Sviluppo urbano asse 6’.
Sant’Agata di Militello era difatti, capofila dal 2006 di un’unione di diversi comuni denominata ‘Nebrodi città aperta’ che partecipava a un Piano Strategico per ottenere fondi regionali. Contiguglia in rappresentanza del comune capofila era direttore della struttura di coordinamento, monitoraggio e valutazione dei progetti e riusciva quindi a veicolari soprattutto per Sant’Agata di Militello nonostante il comune abbia solo 15 mila abitanti. Alcuni di questi appalti, secondo l’accusa, poi venivano gestiti in modo illecito in fase progettuale e in alcuni casi erano riesumate idee difficilmente realizzabili dal punto di vista esecutivo ma sfruttate per lucrare sulla progettazione.
Le indagini sono iniziate dopo la denuncia di un imprenditore e di un ex consigliere comunale di Sant’Agata di Militello su alcuni incarichi pubblici per la progettazione di alcuni appalti. In particolare, al centro dell’indagine ci sono lavori pubblici come la villa Falcone-Borsellino, i lavori di un’elisuperficie, il museo dei Nebrodi, la scuola Capuana. Secondo quanto emerso, il presunto “comitato di affari” si avvaleva di professionisti esterni dall’ufficio tecnico comunale per portare avanti i progetti. In seguito però la progettazione risultava essere redatta da alcuni tecnici comunali che ottenevano così una percentuale sul valore dell’appalto. Per ‘compensare’ i professionisti esterni che effettivamente avevano fatto i progetti, venivano affidati loro altri incarichi professionali o si truccavano delle gare per favorirli.
“Quella stampa che si è fatta lecito indicare il sen. Mancuso come promotore di una associazione per delinquere ha scritto una clamorosa falsità della quale sarà chiamata a rispondere nelle sedi opportune. Sono certo che anche questa rappresaglia politica della solita compagine locale finirà, per come merita, con la scontata archiviazione”, dice l’avvocato Giuseppe Mancuso, legale di Mancuso. “Le accuse che vengono rivolte a Mancuso – dice il legale – sono tre: avere convinto il legale rappresentante della Coop. ‘Crescere Insieme’ a non partecipare a una gara di circa novemila euro allo scopo di favorire la Coop. “Service”. In realtà in quella occasione il sindaco si è limitato a riferire a tale Donato Lemma Marco, marito della titolare della ‘Service’, di avere appreso da Paolo Falco, marito della titolare dell’altra Cooperativa, che quest’ultima non avrebbe partecipato considerata la scarsa redditività dell’operazione. E tale ultima circostanza doveva essere davvero fondata posto che la “Service” che si aggiudicò la gara rinunciò ad effettuare il lavoro; avere ‘sottoscritto’, con i tecnici Gambadauro Naso e Contiguglia, il progetto per la realizzazione dell’elisuperfice di contrada Pianetta, con ciò ‘attestando falsamente che l’ufficio Tecnico ne era l’autorè. In realtà il sindaco si è limitato a vistare il progetto che gli è stato sottoposto e che poi è stato inoltrato agli organi competenti”.
“Secondo l’accusa – prosegue – l’ing. Calogero Silla avrebbe effettuato un sopralluogo presso la Scuola Capuana nel giugno del 2011 ed avrebbe riscontrato, contrariamente al vero, un peggioramento delle condizioni statiche rispetto ad una precedente verifica del 2008. Tale accertamento portò alla chiusura per inagibilità del corpo B dell’istituto. L’accusa ritiene che ciò sia servito a tentare di conseguire un finanziamento illegittimo di circa 690 mila euro per la messa in sicurezza della Scuola Capuana. Finanziamento doppio rispetto a quello che il comune di Sant’Agata Militello avrebbe legittimamente conseguito senza la cosiddetta falsa perizia. Ma pare opportuno precisare che lo stesso Gip ha sul punto testualmente affermato che: ‘sulla scorta di tali valutazioni, ritiene il Gip che non sussistano elementi sufficienti per ritenere gli indagati gravemente indiziati del reato di cui al capo N) della rubrica’, (tentata truffa in danno del provveditorato Opere pubbliche del ministero Infrastrutture e Trasporti)'”.
Le altre persone arrestate sono l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale ingegnere Giuseppe Contiguglia, e i funzionari architetto Antonino Naso e l’ingegnere Calogero Silla, entrambi appartenenti allo stesso ufficio. Contiguglia, Naso e Silla sono stati posti ai domiciliari. Divieto di dimora a Sant’Agata per l’architetto Carmelo Gambadauro, sempre dell’ufficio tecnico santagatese. Divieto di dimora a Capri Leone per tre tecnici esterni, Francesco Armeli, residente a Capo d’Orlando, Francesco Spitaleri di Giardini Naxos e Sebastiano Liuzzo di Castell’Umberto. Un collaboratore amministrativo dell’ufficio tecnico santagatese, Maria Grazia Meli Bertolone, ha invece ricevuto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia.


















