In merito all’articolo pubblicato in data 1 febbraio c.a. sul quotidiano La Sicilia dal titolo “Carmina contro l’ M5S”, dove il vice sindaco polemizza con i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle in merito alla richiesta di interrogazione con risposta scritta, corre l’0bbligo precisare che: i consiglieri Lorenzo Miceli e Giusy Coniglio, in data 14 novembre 2013, avevano effettuato richiesta di interrogazione con risposta scritta con all’oggetto “interventi cimitero comunale” indirizzata al Sindaco e al vice sindaco Carmina, nonché assessore ai servizi cimiteriali, relativo a Fatti e/o a documenti da noi ritenuti importanti per il corretto svolgimento del nostro mandato elettorale , così come previsto dal vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Nonostante il lungo lasso di tempo passato dalla relativa richiesta (ben oltre i dieci giorni previsti) il consigliere Miceli sollecitava verbalmente al sindaco, all’assessore Carmina e al presidente del consiglio comunale, il rispetto dei tempi di risposta, ricevendo di fatto solo qualche vago chiarimento nei corridoi del comune da parte del vice sindaco. Avendo ritenuto tale comportamento omissivo e in piena violazione delle norme dello Statuto Comunale , del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale , nonché l’art. 43 del TUEL 267/2000 che in tale disposizione individua la fonte di un <<diritto all’informazione>> del consigliere comunale nei confronti dell’apparato esecutivo , corollario del potere di sindacato ispettivo , di stimolo e di controllo sull’attività degli organi comunali . In data 04 dicembre 2014 ,il capo gruppo M5S Lorenzo miceli inviava formale richiesta di sollecito alla richiesta di risposta, non avendo ricevuto nessun riscontro, in data 28 gennaio c.a (dopo 74 giorni dalla prima richiesta) i consiglieri M5S inviavano formale nota di protesta all’assessore Alle Autonomie Locali. Solo allora l’assessore carmina si degnava di dare finalmente la tanto sperata risposta, usando in premessa toni polemici e sterili, con un linguaggio stranamente forbito e grammaticamente molto corretto. Appare chiaro ed evidente che, il vice sindaco, abbia aspettato tanto tempo a rispondere perché chi dove scrivergli la risposta era impegnato in altre faccende. Abbiamo anche scoperto che il vice sindaco scrive meglio di come parla, si spiega solo cosi il fatto che i il consigliere Miceli non ha compreso le delucidazioni date dallo stesso, verbalmente e in maniera informale. Farebbe bene l’assessore ha non polemizzare su un diritto sancito, ma svolgere meglio il proprio mandato, magari facendo effettuare la pulizia della villetta “ Zagarrio ” intestata al grande poeta con tanta enfasi, e ora diventata un campo di cicoria, a rispristinare il manto stradale delle vie cittadine e tante altre cose utili per la collettività. Certamente la mancata risposta alla interrogazione di un consigliere comunale è da interpretare a tutti gli effetti come la mancata risposta alla cittadinanza tutta in quanto l’Amministrazione è tenuta a riscontrare tali istanze non solo per questioni di correttezza istituzionale ma per chiarire le linee di indirizzo del Governo cittadino ed orientare così al meglio l’azione dei consiglieri. Queste violazioni compromettono il diritto del singolo consigliere a poter esercitare con pienezza il mandato elettorale . Pensiamo che sia ora di cambiare percorso e di non tentare più di far passare l’idea che allorquando un consigliere comunale invoca il suo legittimo diritto sta solo operando un tentativo di lesa maestà alla “”buona”” azione del governo cittadino , altrimenti scenderemmo di tono e saremmo costretti a confrontarci diversamente.
I Consiglieri
Lorenzo Miceli e Giusy Coniglio

















