Siracusa in fermento, in attesa della visita ufficiale del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un’occasione speciale che ha messo in moto la macchina organizzativa della città aretusea che senza sosta sta preparando ogni tappa e ogni appuntamento. Inavvicinabile il sindaco Garozzo che a stento trova il tempo di risponde al telefono immerso com’è tra gli obblighi di primo cittadino e i raccordi costanti con il protocollo di Palazzo Chigi.
“E’ stato attivato il protocollo di sicurezza A – spiegano – così come previsto quando si muove il capo dello Stato”. Sembra trascorso un secolo da quando l’aspirante sindaco renziano ospitò il “Rottamatore” ai villini, durante la campagna elettorale del 2013. Oggi entrambi sono rappresentati delle istituzioni con il compito di dare una risposta ai cittadini. “Lo considero un momento straordinario per Siracusa – ha sottolineato il sindaco Garozzo – una opportunità importante per entrare in contatto col premier. Mai un capo del governo è stato a Siracusa proprio in apertura del proprio mandato. Matteo sa bene quali sono le difficoltà che ogni giorno devono affrontare i sindaci e gli amministratori ma vuole incontrarli lo stesso. Per mantenere un rapporto diretto con loro”.
Garozzo oggi avrebbe dovuto essere a Berlino, per partecipare alla Borsa internazionale del turismo alla quale si parlerà del centenario dell’Inda e delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco, ma la telefonata “dell’amico Matteo” lo ha costretto a rivedere i piani e a posticipare al partenza. Già concordate alcune tappe della visita, “le altre sono in corso d’opera”: il premier arriverà in mattinata nell’aeroporto di Fontanarossa a Catania, tra le 9 e le 10.30 è prevista la visita alla scuola Raiti di via Pordenone a Siracusa, poi l’incontro con gli amministratori della provincia aretusea in municipio a palazzo Vermexio. Da lì in poi, al momento, c’è il massimo riserbo sugli spostamenti.
Intanto nell’istituto comprensivo Raiti del rione popolare Borgata fervono i preparativi. “Accoglieremo Renzi all’ingresso della scuola – rivela la dirigente Angela Cucinotta – poi gli faremo visitare tutto il plesso cominciando dalla scuola dell’infanzia fino alle medie. I bambini in queste ore sono divisi in gruppi, alcuni provano i canti altri sono in laboratorio dove cercano di mettere giù dei pensierini con i loro sogni e le speranze per un Paese migliore e domani li leggeranno al premier. Infine abbiamo previsto una merenda tra Renzi e i bambini, un momento intimo che nelle nostre intenzioni annulla il distacco e la distanza tra le istituzioni e la vita reale”.
L’istituto Raiti, tra i suoi 800 studenti, raccoglie il maggior numero di alunni con difficoltà psichiche e motorie della provincia aretusea, ma allo stesso tempo è la scuola con più presenza multietnica. “Dal punto di vista strutturale – spiega ancora la dirigente – siamo fortunati, il nostro plesso, che si sviluppa tutto al piano terra, è un gioiello rispetto al resto delle scuole in provincia e il Sicilia. Questo è un elemento importante che ci consente di svolgere senza distrazioni il nostro compito di agenzia educativa. La nostra è realmente un scuola senza barriere, dove le differenze sono percepite come ricchezza per gli adulti di domani”.
Renzi, dopo tanti anni, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale che ha la scuola nei processi culturali del Paese. “Con questo premier si intravede un cambiamento che seppur lento – conclude Angela Cucinotta – alimenta la speranza e al fiducia anche di noi docenti. La scuola è l’agenzia primaria e noi facciamo il possibile per attrezzare i nostri ragazzi e metterli in grado di affrontare il mondo oltre queste mura”.
Tre i momenti in programma. Alle 9 l’accoglienza al premier che quindi si sposterà nella parte del plesso che ospita le classi dell’infanzia per un breve momento con i bambini più piccoli e, infine, il terzo conclusivo momento con gli studenti delle ultime classi delle elementari e delle medie. Spazio anche a una ex allieva dell’istituto, Irene, che consegnerà a Renzi una lettera aperta nella quale metterà a fuoco il disagio di tanti giovani diplomati, anche con votazioni eccellenti, che poi non riescono a imboccare nemmeno il percorso universitario negli atenei pubblici a causa del numero chiuso. Se ci sarà tempo l’ultimo atto sarà la “merenda con il premier” a base di dolci tipici siciliani che i ragazzi consumeranno con Renzi nella sala mensa.


















