Il vertice tra il governatore Rosario Crocetta e gli alleati dopo quattro ore di confronto si è concluso con un rinvio a lunedì prossimo, appuntamento alle 16. Il presidente della Regione ha ribadito lo schema per le eventuali modifiche nel governo, i partiti a questo punto riuniranno i propri organismi per decidere.
Insomma, il governatore resta fermo sulle sue posizioni. Chi lo conosce giura: “L’ultima parola spetta sempre al presidente, che non si farà condizionare”.
Ampia rappresentanza al Pd che al momento ha solo il problema interno di proporre dei nomi di alto profilo a Crocetta. Si parte da un punto fermo: Nelli Scilabra alla Formazione. Toccherà sempre ai democrat esprimere il nuovo assessore all’Economia in sostituzione dell’uscente Luca Bianchi. Sul nome a cui affidare il delicato compito Crocetta si è già confrontato con il premier Renzi. Altri due posti andrebbero alle correnti forti del Pd siciliano, anche se i nomi circolati nelle ultime ore sembrano trovare meno certezze. La direzione regionale convocata per domenica prossima scioglierà qualche nodo in più.
Crocetta terrebbe per sé tre posti (Vancheri e Borsellino, più un nome da definire) dirottando la Stancheris al Megafono, che manterrebbe la sua rappresentanza in giunta. L’assessore al Territorio, Mariella Lo Bello, apparente in uscita, potrebbe rientrare in un accordo con i piccoli alleati
In casa Udc c’è malumore. Lo Scudocrociato ha già convocato il comitato politico per sabato a Catania. Il partito di D’Alia e Pistorio chiede il rispetto del patto pre-elettorale col mantenimento di tre assessori, ma Crocetta ha già deciso di togliere un posto all’Udc in virtù del ridimensionamento del gruppo all’Ars, con 4 deputati in meno.
Mal di pancia anche in casa Articolo 4. Il movimento di Leanza e Sammartino rivendica due rappresentanti in giunta, prer Crocetta ne basta uno. Ma Articolo 4, a conti fatti, con nove deputati, risulta essere uno dei gruppi più numerosi in aula. Ezechia Reale di Siracusa è il nome che circola inistentemente.
Soddisfatti a metà i Drs di Cardinale, Picciolo e Forzese. Da un lato la concessione di un assessorato al gruppo (out Fiumefreddo che non piacerebbe a Crocetta), dall’altro la chiusura ai deputati o ex deputati da parte del presidente sbarra la strada alle legittime ambizioni di Marco Forzese che oggi, in un estremo e provocatorio tentativo di sbloccare la questione, dice di “essere pronto a firmare le dimissioni da deputato regionale qualora i Drs e il presidente Crocetta mi indicassero come assessore regionale. Non ho nulla in contrario a questa incompatibilità materiale su cui il presidente della regione si è già espresso in passato. Ferma restando la mia convinzione che gli eletti dal popolo sono utili al governo sia come deputati di maggioranza, a sostegno del governo, sia come membri dell’esecutivo. Ma davanti a delle regole non scritte preferisco adeguarmi. Conosco l’impegno alto messo da Crocetta per rivoluzionare la Sicilia e sono pronto a stargli accanto anche da assessore”.
Sul rimpasto interviene anche Forza Italia che parla di “tentativi di equilibrismo alla ricerca di un’impossibile stabilità”. Per il coordinatore regionale del partito, Vincenzo Gibiino, “le energie del presidente Crocetta sono sempre più dirette alla creazione dell’ennesima maggioranza destinata a sostenerlo, mentre nulla viene fatto dal governo regionale per aiutare la Sicilia e i siciliani ad uscire dalle sabbie mobili della crisi. Un’operazione di spartizione all’altezza della vecchia classe politica, che la gente non capisce e alla quale non vuole più assistere. L’Isola ha bisogno di ben altro, di programmazione nel medio e nel lungo periodo, di politiche a favore dell’impresa, dell’artigianato, dell’agricoltura, dell’industria, di provvedimenti che favoriscano il nuovo corso sul fronte dell’offerta turistica e culturale, per posizionare la Sicilia al centro dell’economia e degli scambi mediterranei”.
Il deputato del gruppo Forza Italia all’Ars, Marco Falcone, difende l’assessore Nicolò Marino, che insieme alla Sgarlata e a Bartolotta, dovrebbe essere uno degli assessori con le valigie in mano: “Sarebbe molto grave se, per far quadrare i numeri e soddisfare le pretese di qualche partito alleato, Crocetta, dimenticandosi dei fondamentali principi di legalità e trasparenza sale e lievito di un buon governo, licenziasse l’assessore Nicolò Marino, che ha dato prova di rara capacità a scongiurare i tentativi di assalto, da parte della criminalità e del malaffare, a uno dei settori più delicati del servizio pubblico. Marino deve continuare a gestire e sorvegliare il settore strategico dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti. Il suo allontanamento potrebbe provocare una crepa in quest’opera d’impermeabilizzazione da lui ottenuta con grande impegno e tenacia”.















