matteo-renzi-sara-presidente-del-consiglioPur prendendo atto che il Premier Renzi sta in effetti dando una forte e tempestiva accelerazione,dopo tanti anni di stagnazione,alla materia delle riforme istituzionali,i cui effetti, per quanto ovvio, potranno vedersi dopo la loro approvazione da parte del Parlamento,tuttavia vien da chiedersi se realmente assisteremo a breve ad una crescita economica in grado di far uscire il nostro Paese dalla crisi che lo attanaglia da quasi un quinquennio.

Per dirla con parole più chiare, ritengo che oggi la stragrande maggioranza degli italiani si chieda se Renzi riuscirà concretamente a far uscire l’Italia dalla “palude”nella quale si trova impantanata da tempo e se riuscirà a reperire le risorse necessarie per rilanciare l’occupazione,specie di quella giovanile, senza della quale,in caso di un suo fallimento, si scivolerebbe nelle sabbie mobili di una situazione non più gestibile con le leve della democrazia.


Indiscutibilmente non si può dire che il Premier e la sua squadra di governo non ce la stiamo mettendo tutta per far funzionare al meglio la macchina amministrativa ed economica del Paese anche se di giorno in giorno incontrano resistenze ed intoppi ai quali debbono tempestivamente farvi fonte adottando rimedi talora non tanto facilmente reperibili.

Ciò premesso, volendo esprimere un giudizio personalissimo su quanto sinora proposto,mi sembra che le riforme relative alla legge elettorale e alla modifica del Senato non vadano nella direzione giusta anche perché, a mio avviso,la maggior parte dei cittadini italiani si aspettava modifiche che,alla luce degli ultimi avvenimenti,andassero in una direzione diversa.

Ci si riferisce,in particolare, alla non prevista reintroduzione nella riforma elettorale delle preferenze,la cui mancanza nel “Porcellum” è stata la causa principale della sua cassazione da parte della Consulta, e la cui presenza,invece,in ossequio alla specifica norma inserita nell’ art.1 della Carta costituzionale,avrebbe restituito agli elettori il diritto nella scelta dei propri candidati purtroppo ancora una volta eletti non dal popolo ma nominati dai partiti.

Non può non evidenziarsi,inoltre, il caotico metodo previsto per l’assegnazione del premio di maggioranza che sicuramente,oltre a creare tanta confusione,darà luogo di certo a tanto contenzioso tra le varie forze politiche in campo.

Circa, poi, i risparmi derivanti dalla riforma del Senato,almeno per come è stata in atto formulata dal Governo,pur condividendo l’abolizione della potestà legislativa a quest’ultimo in quanto il doppio esame , che da sempre rallenta e non di poco l’iter della formazione delle leggi,credo,unitamente a tanti altri,che sarebbe stato più opportuno e proficuo,oltre al taglio dei privilegi della casta,da tanto tempo attesa dal sistema Paese, provvedere al dimezzamento di tutti i parlamentari e delle loro indennità che,tenuto conto del numero rilevante(circa mille), avrebbe fatto affluire molti milioni in più nelle casse quasi vuote dello Stato lasciando inalterato l’attuale sistema della elezione a suffragio universale.

Comunque, considerato che le riforme dovranno ancora essere esaminate e discusse nelle aule parlamentari,c’è da augurarsi che vengano apportate le opportune correzioni anche per rasserenare il clima teso che al momento si registra nel Paese e che non fa presagire nulla di buono.

Al momento,in attesa delle norme definitive,c’è solo da augurarsi che venga fatta una buona riforma in tutte le materie trattate dal Governo Renzi che sia capace,dopo tanti anni di immobilismo,di dare risposte concrete ed incisive ai numerosi problemi dei cittadini italiani i quali hanno assistito sinora e pazientemente ad una continua tassazione considerata la più alta d’Europa e oramai non più sostenibile nella consapevolezza che,ove non si intervenga subito e bene,potrebbe,essendo la misura colma,sfuggire dalle mani dei nostri governanti una situazione che si fa di giorno in giorno sempre più incandescente( e vorrei tanto sbagliarmi!).

S. Curcio