Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, in una intervista al nostro quotidiano prima di affrontare oggi una lunga giornata in giro per la provincia di Catania tra università e scuole, annuncia la volontà di riformare gli organici del personale della scuola”Voglio trasformare l’organico funzionale in organico di diritto, facendo svolgere a rotazione a tutti gli insegnanti di ruolo anche mansioni che prima venivano svolte dai supplenti”, “e aprendo a nuovi ingressi. E questa cosa deve funzionare a Trapani come a Udine: un giovane catanese o cosentino che ama la propria terra deve trovare le condizioni di poter restare a fare questo splendido mestiere a casa propria”.
Stamattina il ministro Stefania Giannini, visitato le scuole Angelo Musco e Pestalozzi. Poi l’incontro con il Magnifico Rettore dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro. Nel pomeriggio la visita a Zafferana Etnea in visita alla scuola Matteo Maglia.
Quanto al riconoscimento economico del lavoro dei docenti, il ministro sottolinea che si tratta di “una questione economica, ma anche sociale”, gli insegnanti “non hanno alcun riconoscimento, né economico né funzionale. Se un docente ha volontà e capacità deve essere premiato”.
“Voglio attivare un processo di valutazione delle scuole” e “dare ai dirigenti scolastici dei fondi aggiuntivi in base alla qualità della singola scuola, con risvolti sullo stipendio degli insegnanti più meritevoli”.
Giannini apre al reclutamento diretto degli insegnanti: “Bisogna potersi scegliere la propria squadra”, dice. Quanto al calo degli iscritti nelle Università siciliane, il ministro afferma che “anche qui ci sono eccellenze riconosciute all’estero. Si deve investire su specializzazioni ed eccellenze” facendo dell’Isola “non solo una terra attrattiva per i giovani italiani, ma un polo euromediterraneo”.
Il governo intanto conferma l’impegno per l’edilizia scolastica, che prevede anche una prima tranche di 16 milioni di euro da impiegare in Sicilia: “A scuola non si deve morire. Ma sono importanti anche bellezza e adeguatezza dello spazio dove i nostri figli passano così tanto tempo”.
















