Riceviamo e integralmente pubblichiamo:
Carissimo Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano
Carissimo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi
Carissimo Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta
Carissimo Sindaco di Messina, Renato Accorinti
Rivolgo a Voi questo appello in quanto cittadino italiano e prima ancora cittadino siciliano, messinese. La mia patria, la mia città, si rende disponibile per l’accoglienza di migliaia di immigrati che fuggono dal loro paese in cerca di un futuro migliore, ed io sono ben lieto di aver fatto parte fino ad ora di un Paese che si preoccupato della loro vita. Ma oggi viviamo una situazione totalmente diversa. La loro vita in cambio della nostra. Ed io, personalmente ed egoisticamente, anche a costo di apparire razzista (quale non sono) non sono disposto a questo scambio.
Ogni giorno per le strade della mia città vedo centinaia di uomini e donne provenienti dai paesi Africani, giunti qui con la speranza di una vita migliore. Ma loro speranza si è tramutata nella nostra paura, EBOLA. Purtroppo non esiste nulla per far fronte a questo virus, e sinceramente non credo di essere spietato nell’animo se chiedo e pretendo che il nostro Stato venga protetto da questa epidemia. Lo Stato Italiano deve proteggere me, la mia famiglia, i miei amici, concittadini e connazionali, deve mettere un freno al Mare Nostrum, perché non possiamo più permetterci di essere buoni ed accoglienti nei confronti di chi soffre, e nei confronti di chi oggi, oltre alla sofferenza, porta con se anche la morte. Sono previsti 600.000 immigrati provenienti dalle coste africane, e vogliamo davvero contare sulla speranza che nessuno di questi sia infetto? Ammesso che non ci siano già infetti nei nostri centri di accoglienza o nelle nostre città.
Penso ai nostri militari impegnati in missioni di salvataggio in mare aperto, vicino alle coste africane, per recuperare quella povera gente in imbarcazioni di speranza, ammassati gli uni sugli altri, facilmente contagiabili tra di loro, con vittime a bordo, e che mettono a rischio la vita dei nostri Uomini e delle nostre Donne a bordo delle nostre navi militari, che senza dubbio non dispongono dei mezzi di sicurezza adatti per proteggersi da questa epidemia.
Penso al contagio diretto, a questo virus che uccide 9 persone su 10, che è sfuggito al controllo di un continente, quello Africano, che non è riuscito a tenere sotto controllo l’Ebola. E il nostro Paese cosa fa? E’ in grado di proteggerci? Non prendeteci in giro dicendo che è tutto sotto controllo quando Voi per primi mettete a rischio i nostri militari, e con essi le loro famiglie, amici, e tutti gli altri cittadini italiani e di questo pianeta.
Intervenite, prontamente, perché di problemi ne abbiamo già tanti, di paura anche.
Giovanni Annuario











