A poca distanza dalla Valle dei Templi di Agrigento, in località Punta Bianca e Scoglio Patella, da oltre cinquant’anni, esiste una servitù militare, Drasy, utilizzata come poligono di tiro dall’esercito italiano ed anche dalla Nato. L’intera zona, di notevole pregio naturalistico, da tempo è stata individuata dalla Regione Siciliana come futura riserva naturale.
Diverse associazioni ambientaliste, tra cui MareAmico, si battono in difesa del territorio affinché le operazioni militari cessino del tutto. Nei prossimi giorni gli ambientalisti consegneranno un dettagliato dossier al ministro dell’Ambiente e all’assessore regionale siciliano al Territorio attraverso il quale racconteranno cosa accade dentro queste aree.
“Le esercitazioni militari – spiega MareAmico – sono solo un aspetto di una più vasta devastazione di questo territorio da tutelare. Vedere scorazzare jeep, camion, blindati e truppe di uomini in assetto da guerra in un area destinata alla massima tutela fa rabbrividire”.
“Noi queste cose le sapevamo già, – aggiungono dall’associazione – le avevamo viste tante volte, le avevamo raccontate ma eravamo stati sempre smentiti dalle istituzioni: ci ripetevano che loro non sparavano a mare, che non danneggiavano i territori, che le vibrazioni e i botti non provocavano i crolli in questa falesia molto fragile ed invece queste cose purtroppo succedono da 58 lunghi anni. Noi non siamo contro l’esercito, i militari e le esercitazioni ma certamente questo va fatto in un posto idoneo e non certamente a poca distanza da un patrimonio dell’umanità rappresentato della Valle dei Templi di Agrigento”.
Ed intanto nei prossimi 26, 27 e 28 maggio l’Arpa regionale continuerà le indagini ambientali presso l’area di Drasy e nel mare prospiciente, al fine di ricercare inquinamenti, causati dalla violenza delle esplosioni nel tempo.












