Sono scattati sigilli pesanti stamani a Palermo per le aziende facenti capo al noto imprenditore palermitano fondatore della società di telecomunicazioni Italiacom, nell’ambito di un’operazione della guardia di finanza di Palermo. Salvo Castagna è indagato per aver commesso gravi reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta per distrazione all’emissione ed utilizzazione di fatture false ed alla truffa aggravata ai danni dell’Inps e di migliaia di utenti sottoscrittori di contratti di telefonia mai attivati.
L’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo nasce nell’agosto 2013, quando i finanzieri accedono presso gli uffici di una società riconducibile al gruppo imprenditoriale per un controllo in materia di lavoro e scoprono ben 38 lavoratori “in nero” impiegati nel call center della società. Ulteriori indagini hanno poi rivelato la presenza, tra il 2010 e il 2013, di ben 218 lavoratori con contratti di collaborazione autonoma occasionale fittizi, in quanto sottoporti a vincolo di subordinazione tipico del lavoro dipendente. Con finte dimissioni e successive riassunzioni, Castagna era poi riuscito a ottenere agevolazioni in materia di contributi in realtà non spettanti e quindi a danno dell’INPS.
Attraverso condotte fraudolente in grado di consentirgli di abbattere i costi d’impresa a danno dei dipendenti e delle casse dell’Erario, l’imprenditore palermitano aveva acquistato auto di lusso quali Ferrari, Bmw e Audi, ma anche Rolex, viaggi e feste finalizzate alla promozione della sua figura di cantante sulla scena italiana, come gli eventi “Italiacom with Love” svoltisi al teatro Golden di Palermo e e la Valle dei Templi di Agrigento. Il tutto attraverso una serie di prelievi di denaro dalle casse delle tre società.
Nel corso delle indagini dei finanzieri sono emerse ipotesi di reato per l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti attraverso la creazione di società fittizie con sede a Londra e nel paradiso fiscale americano del Delaware (U.S.A.) per circa 6 milioni di euro, allo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali e, nel contempo, “gonfiare” i bilanci da presentare alle banche per ottenere l’apertura di linee di credito nonché creare una virtuale e florida realtà contabile quale biglietto da visita per ottenere importanti commesse pubblicitarie.
La società è risultata aver omesso versamenti alle casse dell’Erario in materia di IVA e ritenute previdenziali ed assistenziali per oltre 732mila euro. Inoltre, grazie alla collaborazione instaurata con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è stato scoperto che due delle tre società hanno indebitamente prelevato dalle carte di credito di oltre 1000 clienti circa 491 euro pro – capite, giustificando questi movimenti come “adeguamento contrattuale una tantum” ovvero con la mancata restituzione del modem/router fornito al momento dell’attivazione, sebbene in alcuni casi lo stesso fosse stato acquistato dai clienti stessi.
Nonostante questi flussi, una delle società ha accumulato debiti per oltre 10 milioni di euro, tant’è che ne è stato dichiarato il fallimento, a seguito del quale l’imprenditore è stato indagato per bancarotta fraudolenta, avendo distratto dalle casse sociali oltre 2 milioni di euro e avendo posto in essere un piano di “spoglio patrimoniale” attraverso l’intestazione delle proprietà a prestanome, attraverso i quali si sarebbe sottratto al pagamento delle sanzioni amministrative e al sequestro dei beni.
Infine, con la collaborazione diretta della Federazione per la tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, i finanzieri hanno oscurato un portale web creato dall’imprenditore per consentire agli utenti di poter visualizzare, in streaming film ed altre proiezioni protette.
Ecco l’elenco dei beni e disponibilità sottoposte a sequestro dalle fiamme gialle:
– quote di partecipazione delle società;
– 27 conti correnti;
– 4 orologi del valore complessivo di 80.000 euro circa;
– 9 tra autovetture e moto tra le quali spicca una lussuosa Ferrari con targa sammarinese, anche questo escamotage utilizzato per evadere il fisco;
– apparati informatici tra cui il server e le apparecchiature utilizzate per avere accesso ai conti correnti dei clienti della sua compagnia telefonica.
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