tribunale-43Sei anni, undici mesi e dieci giorni di reclusione è la condanna inflitta dal Gup del Tribunale di Palermo, Giuliano Castiglia nei confronti di Giuseppe Mulè, 46 anni, di Palma di Montechiaro, arrestato l’anno scorso insieme ad un altro complice per il tentativo di estorsione al farmacista Claudio Sergio Miceli.  Quasi del tutto accolta dal Gup la richiesta di otto anni di carcere avanzata al termine della sua requisitoria dal Pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Emanuele Ravaglioli. Nella stessa inchiesta sono indagati altri due palmesi Giovanni Alotto, 31 anni e Calogero Amato, 40 anni, già rinviati a giudizio. Il dibattimento per i due che hanno scelto il rito ordinario inizierà il 15 settembre davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni. Mulè e Alotto, il 27 maggio del 2012, vennero arrestati dai carabinieri per tentata estorsione aggravata. Secondo l’accusa avrebbero commesso almeno tre tentativi di imposizione del racket. Uno degli episodi più eclatanti ha riguardato proprio Claudio Sergio Miceli, titolare di una farmacia a Palma di Montechiaro. I due palmesi gli avrebbero chiesto il pizzo in qualità di < ambasciatori > di persone che contano nel campo della criminalità organizzata. Lo stesso Miceli, il 31 luglio del 2012, fu vittima di un agguato. Mentre si trovava a bordo della sua Mercedes e percorreva il tragitto da Palma al Villaggio Mosè fu raggiunto da due colpi di pistola. Gli altri due bersagli del gruppo criminale sono stati un commerciante cinese e l’imprenditore Santo Barbagallo, amministratore unico della catena di hard discount “Fortè”.