Salta dalla manovra ter la norma che avrebbe consentito a una parte dei dipendenti della Regione di andare in pensione anticipata, in alcuni casi anche già a 58 anni. La norma era stata presentata nei giorni scorsi dal governatore Rosario Crocetta come un aspetto cardine della manovra, “in questo modo – aveva detto il presidente – risparmieremo e snelliremo l’organico come chiesto dalla Corte dei Conti”.
“La norma ormai è stata incardinata al testo e non possiamo stralciarla, quindi non è opportuno sopprimerla – ha detto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone – la soluzione trovata a grande maggioranza dalla capigruppo è stata di rispedirla in commissione”. Di fatto la norma scompare dalla manovra.
Soddisfatti i sindacati. “Alla fine i nostri reiterati richiami hanno sortito l’effetto sperato di stralciare le norme punitive nei confronti dei dipendenti pubblici siciliani”, dicono Michele Palazzotto, Gigi Caracausi e Enzo Tango, segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl.
“Non possiamo fare a meno di notare che, di fronte a un atteggiamento ostinato del governo, le nostre richieste siano state accolte anche da diversi deputati regionali. È sicuramente un risultato che premia l’iniziativa del sindacato confederale”, aggiungono i tre sindacalisti, che invece manifestano preoccupazione per l’esito complessivo della manovra alla luce dei dubbi sollevati sulla copertura finanziaria.
“Se il governo non riesce a dissipare la nebbia sulla copertura finanziaria, sono a rischio gli stipendi di migliaia di lavoratori”, proseguono. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl insistono, poi, sulla “necessità di aprire subito dopo l’approvazione della manovra un tavolo di confronto su riforme e contratto che riporti al centro della discussione il rilancio della pubblica amministrazione e la valorizzazione delle professionalità”.
Il governo ha rivisto anche i conti della manovra ter. In aula Crocetta ha annunciato un taglio lineare dell’8% sull’intero importo della finanziaria (366 mln) per un totale di 29 milioni e l’accensione di un nuovo mutuo per 40 milioni. Il governo presenterà un emendamento. La decisione dopo il colloquio del governo con gli uffici del commissario dello Stato, alla luce di una sentenza della Consulta che si è espressa su alcune entrate nel bilancio della provincia autonoma di Bolzano.


















