Si chiude con una rottura il tavolo sullo stabilimento Eni di Gela al ministero dello Sviluppo economico. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, l’azienda «è rigida sulla chiusura di Gela», ha respinto la proposta dei sindacati di riavviare gli impianti come condizione per aprire un confronto sulla riconversione.
«L’Eni parla di una chiusura della raffineria e di un impianto di biocarburanti che occuperebbe 250 persone per un investimento di 250 milioni». Lo afferma il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, a margine del tavolo su Gela al ministero dello Sviluppo. Il governatore intende respingere le proposte e sta pensando di «interrompere il tavolo di confronto sui pozzi». «Veniamo beffati due volte – conclude – da un lato ti rovinano il paesaggio e l’ambiente con i pozzi e dall’altro ti licenziano i lavoratori».
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