Batterie esauste, pezzi di motore, pneumatici. Sono soltanto alcuni dei materiali scoperti dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì, coordinati dal dirigente il vice questore Valerio Saitta e dai colleghi della sezione Polizia giudiziaria della Stradale di Agrigento all’interno di un deposito che si trova lungo la statale che conduce nella vicina Naro. Una bomba ecologica dove gli investigatori hanno trovato materiale altamente inquinante di vario tipo. Tantissimo olio fuoriuscito dai motori delle auto che erano state smontate formava dei laghetti all’interno della struttura dove lavorano sei persone tra meccanici e carrozzieri.
Il controllo è stato effettuato all’interno del capannone lunedì mattina dagli investigatori i quali stavano cercando dei depositi di rame rubato. Ed invece la sorpresa è stata ben altra. La struttura, è di proprietà di una donna titolare di una rivendita di auto nuove ed usate per la quale è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento.
All’interno, inoltre, lavoravano queste sei persone completamente in nero e addirittura sconosciute al fisco. Questa sorta di officina, secondo quanto è stato ricostruito dai poliziotti serviva alla rivendita di auto per effettuare degli interventi di riparazione prima che il veicolo venisse acquistato dal compratore. In maniera da consegnarlo all’acquirente efficiente. Ma tutto questo era in danno alla concorrenza poiché le persone che lavoravano dentro non essendo in regola con la contribuzione percepivano i compensi in nero creando all’azienda un profitto molto superiore. Per questo motivo è scattata la segnalazione da parte degli inquirenti all’Ispettorato dei Lavoro di Agrigento.
Ma le indagini non sono per nulla concluse. Infatti, vanno avanti altri accertamenti nei confronti della titolare della rivendita di auto per vedere se all’interno del capannone che è stato sequestrato ci possano essere mezzi o parti meccaniche di provenienza furtiva, In particolare gli agenti della sezione polizia giudiziaria della Stradale di Agrigento, hanno rilevato diversi numeri di matricola da auto che erano state completamente smantellate ed inoltre i numeri dei motori che erano stati smontati dagli stessi per vedere se possano essere di provenienza furtiva o meno.
I controlli incrociati con le banche dati nei prossimi giorni chiariranno in maniera definitiva i dubbi che sono sorti durante questo servizio straordinario di controllo del territorio.












