Credo sarà capitato a tutti coloro che percorrono il rettifilo dell’entrata sud di Canicattì , o di ogni altro tratto extra urbano, ritrovarsi sul ciglio della strada gruppi di minori migranti, ospiti delle varie comunità di accoglienza, che percorrono la statale a tutte le ore del giorno.
Finchè questo capita con la luce del giorno, ci può anche stare, il problema è che a calare del sole spesso ci si ritrova a non vederli se non all’ultimo momento.
A gruppi di 3 o 4, o anche singolarmente, intraprendono lunghe passeggiate serali e notturne nelle strade statali e provinciali, nonché in strade comunali extraurbane, fermo restando che ognuno è libero di passeggiare dove vuole, è però un grave problema diretto e indiretto per chi lo fa senza le adeguate precauzioni dettate dal buon senso e dalle vigenti leggi.
Riteniamo che sia un problema reale che riguarda sia l’incolumità dei giovani e sfortunati migranti, che quella degli automobilisti che si potrebbero ritrovare coinvolti in incidenti il cui esito può essere drammatico.
Il problema è diffuso anche in altri centri vicinori che ospitano i giovani migranti che hanno attraversato il canale di Sicilia per un futuro migliore.
Allora facciamo un appello, affinché si prenda atto di quella che può essere una tragedia annunciata.
L’obbligatorietà di indossare i giubottini catarinfragenti da tempo diventata legge e che obbliga ad ogni singolo automobilista di tenerli in auto qualora per emergenza si scendesse dalla stessa in orari serali e notturni , ha la finalità di evitare questo tipo di incidenti.
E allora ci chiediamo, aspettiamo che accada l’irrimediabile per prendere in considerazione il problema?
Qualcuno diceva: “prevenire è meglio da curare” e credo non si riferisse solo alle carie.
A voi le considerazioni.
Cesare Sciabarrà












