spending-review-tagliChe il nostro sia il Paese che detiene il maggior numero di primati”negativi” penso sia noto a tutti; infatti  il nostro paese è stato definito dalla stampa nazionale ed estera il  più corrotto d’Europa dove esistono le tasse più alte,la benzina più cara,i parlamentari meglio pagati e più numerosi ,la burocrazia più lenta, la disoccupazione,specie quella giovanile,più alta,la malasanità ovunque diffusa,i politici più impreparati e spesso assenti,il più alto numero di Enti inutili e quant’altro.
Se questa è la reale situazione del Paese penso sia legittimo in quanto cittadino di questo Stato chiedersi dove andremo a finire se non verranno  subito e senza ulteriori perdite di tempo adottate misure correttive veramente valide e non i semplici pannicelli caldi che sinora e credo per l’avvenire non hanno portato mai da nessuna parte.
Del resto basta sfogliare qualsiasi giornale per accorgersi come l’Italia sia un paese in costante osservazione sul quale sono puntati gli occhi di tutti specie delle agenzie di rating le quali, appena scoppiato lo scandalo dell’intreccio tra mafia, politica ed imprenditoria  nella Roma Capitale,non hanno perso tempo a declassarla a livello “ spazzatura”mentre,è notizia recente,la Cancelliera tedesca  è stata altrettanto celere nel definire insufficienti le misure sinora adottate dall’attuale Governo cui viene dalla stessa rivolto l’invito più che alla polemica sterile a convincere le Commissioni di Bruxelles se vuole salvarsi dal default oramai alle porte, come la Grecia.
D’altronde fintanto che i nostri Governanti non si chiedono come mai all’aumento delle entrate tributarie non corrisponda una analoga diminuzione dell’elevatissimo debito pubblico, che rappresenta la pesante croce di tutti i Governi succedutisi nei diversi periodi della storia repubblicana, anzi continua a crescere sempre più ed accertare dove finiscono i soldi prelevati ai cittadini onesti ,viene naturale pensare che la situazione dell’Italia sia oggi veramente drammatica e difficilmente recuperabile almeno a breve termine.
Ne d’altra parte, a mio avviso, credo siano state adottate sinora misure strutturali tali da convincere gli imprenditori esteri ad investire nel nostro paese il cui apporto di capitali potrebbe contribuire a rilanciare l’economia e senza dei quali difficilmente si potrà uscire dal tunnel, dal pantano in cui ci ritroviamo oggi nonostante le parole rassicuranti del Premier Renzi che sino a questo momento,se è uscito vittorioso in qualche scaramuccia,non credo che abbia vinto la battaglia perché è sotto gli occhi di tutti come in verità non si riscontrano segni evidenti di una ripresa che stenta a decollare,di una crescita capace di risollevare il paese dall’embasse in cui è sprofondato.
Ne si può accettare la scusante che la crisi non è solo nostra ma interessa l’intera zona-euro che se pur vera non giustifica lo stagno attuale dell’Italia tanto che anche per il 2015 ormai alle porte non si ravvedono segnali concreti di ripresa stimata ancora una volta a zero.
Ovviamente non compete a me indicare le vie da percorrere per catapultare tale tragica situazione ma molto timidamente penso che, ove si intenda perseguire una vera politica di risparmio che serva a rilanciare l’economia del paese, si debba cambiare rotta cominciando con il taglio degli stipendi dei  parlamentari,del loro numero alquanto alto  e dei loro privilegi, dei managers superpagati, dei superburocrati,con l’abbassamento delle tasse che servano ad invogliare gli imprenditori italiani ed esteri ad investire in Italia, con la velocizzazione della burocrazia,con la lotta incisiva e capillare all’evasione contributiva che, a mio modesto parere,si può debellare solamente facendo si che tutti i pagamenti avvengano,indipendentemente dall’importo, ove si voglia realizzare sul serio la tanto osannata trasparenza,con l’uso esclusivo della carta di credito, con la soppressione dei numerosi Enti inutili ma principalmente con i comportamenti onesti di ciascuno specie  di chi detiene le leve del potere in modo che l’intero sistema paese possa riacquistare agli occhi degli operatori italiani ed esteri la credibilità perduta da tanto tempo.
Solo  attraverso un radicale cambiamento delle coscienze e dei comportamenti di tutti ispirati ai sani principi della legalità,  dell’onestà e della massima trasparenza ,credo si potrà recuperare la fiducia  delle agenzie di rating, degli operatori finanziari, dei partners europei e mondiali perché in caso contrario l’Italia sprofonderà ancor più nel pantano odierno che è il frutto sia della mala politica che dei cattivi comportamenti di tanti soggetti di malaffare protrattisi per tantissimo tempo.
S. Curcio