Un incendio le cui origini sono ancora al vaglio ha distrutto stanotte intorno all’1,30, la Jeep Cherokee di proprietà dell’allenatore dell’Akragas, Vincenzo Feola. Il suv dell’allenatore della squadra agrigentina si trovava parcheggiata in una piazzola del viale Leonardo Sciascia, nel quartiere commerciale di Villaggio Mosè, davanti la palazzina dove in un Bed and breakfast abita il tecnico biancazzurro. L’incendio, scoppiato intorno all’una e mezza della notte, è stato spento dai vigili del fuoco di Agrigento. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Agrigento e quelli della Stazione di Villaggio Mosè. Sono in corso indagini per accertare le cause. Non si esclude la matrice dolosa. Le fiamme si sono estese danneggiando anche altre due vetture: una Matiz e la una Bmw. Da ricordare che il 5 dicembre scorso sempre al Villaggio Mosè prese fuoco un pulmino sempre dell’Akragas, utilizzato dagli atleti per raggiungere lo stadio e dalla squadra del settore giovanile. Il rogo si è sviluppato poche ore dopo il pareggio casalingo tra l’Akragas e l’Agropoli, allenata dall’ex tecnico akragantino Pino Rigoli. Intanto l’Akragas calcio è in silenzio stampa. La dirigenza ha fatto sapere che nessuno parteciperà alle trasmissioni televisive in programma oggi e che nessuno rilascerà interviste. “Tale provvedimento – si legge in una nota della società -, è stato adottato per assicurare una maggiore tranquillità alla squadra in questo importante momento della stagione”.
La dirigenza dell”Akragas, tramite il presidente Silvio Alessi, esprime la solidarietà all’allenatore Vincenzo Feola per l’inquietante ed intollerabile atto intimidatorio perpetrato da ignoti. “Esprimo vicinanza al nostro tecnico per quanto accaduto questa notte. Un vile atto nei confronti di una persona per bene che sta prestando la sua professionalità per la causa biancoazzurra. Di certo, dopo l’incendio del mese scorso che ha distrutto il nostro minibus, ci sentiamo sotto tiro e non so spiegarmene le ragioni. Non è questo il calcio che insieme ai miei collaboratori e dirigenti avevamo pensato per Agrigento. Stiamo operando per far crescere, attraverso il calcio, la nostra città. Non sottovalutiamo il rischio e dopo questo fatto, stiamo valutando il da farsi perché il nostro impegno per l’Akragas non deve essere un problema”.












