L’Ato Idrico e Girgenti Acque dovranno attendere per avere ceduti gli impianti del consorzio “Tre Sorgenti. Durante una riunione cui hanno partecipato i sindaci dei Comuni consorziati (Palma di Montechiaro, Canicattì, Grotte, Racalmuto, Campobello di Licata, Ravanusa e Licata), è stato deciso di sospendere, in attesa di chiarimenti, la delibera con la quale gli stessi in base alla sentenza del Tribunale delle Acque, avevano deciso di cedere gli impianti.
Durante la riunione sono emersi dei fatti nuovi che meritano degli approfondimenti. Ad esempio il debito che Girgenti Acque ha nei confronti del Tre Sorgenti al 31 dicembre del 2013 è di 17 milioni di euro a fronte dei circa 6 che il consorzio dovrebbe versare a Siciliacque e dei 5 milioni da pagare alla stessa società agrigentina. Si tratta di soldi che il Tre Sorgenti deve ricevere per l’acqua ceduta a Girgenti Acque ma mai pagata.
Adesso, i sindaci alla luce di quanto è venuto fuori ieri, chiederanno dei pareri agli uffici legali dei rispettivi Comuni per sapere se la precedente decisione adottata a metà dicembre sia revocabile. Un incontro che ha vissuto momenti abbastanza concitati con duri scambi d’opinione. Ma il dato importante venuto fuori è quello che tutti e 7 gli amministratori sono concordi a portare avanti una battaglia comune per la ripubblicizzazionedell’acqua. Erano presenti all’incontro i sindaci Pasquale Amato, Vincenzo Corbo, Paolino Fantauzzo, Emilio Messana, Gianni Picone, Carmelo D’Angelo ed il commissario straordinario che guida il Comune di Licata Maria GraziaBrandara.












