tribunale-7Non emise false fatture per ottenere un finanziamento regionale: il giudice monocratico Francesco Paolo Pizzo assolve “perché il fatto non sussiste” un imprenditore 50enne di Naro. L’imputato (difeso dagli avvocati Ignazio Valenza e Salvatore Costanza) era stato rinviato a giudizio dal gup Stefano Zammuto con l’accusa di false fatturazioni e truffa aggravata. I fatti, relativi al settembre del 2009, erano contestati in concorso con altri quattro imputati (tecnici e collaboratori dell’attività) che durante l’udienza preliminare hanno patteggiato e definito la propria posizione giudiziaria senza affrontare un vero e proprio processo. l’imprenditore, titolare di una ditta individuale, dopo un controllo della Guardia di Finanza di Canicattì che passò al setaccio l’attività dell’impresa e la relativa documentazione, fu denunciato con l’accusa di avere emesso false fatture per un importo di poco inferiore ai 90mila euro. In questo modo, sosteneva l’accusa che però non ha retto al vaglio del processo, avrebbe raggiunto due obiettivi. Innanzitutto avrebbe evaso le imposte perché aumentando le spese della propria attività avrebbe diminuito l’importo dell’Irpeg e poi, con le false fatture, sarebbe riuscito a simulare spese maggiori e di conseguenza ottenere un contributo indebito. l’imprenditore, infatti, aveva chiesto e ottenuto l’erogazione di un finanziamento di 68mila euro da parte della Regione per la realizzazione di un agriturismo in contrada Piano Amato, a Naro. Al termine del dibattimento il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a otto mesi di reclusione.