conferenza-toto-abbruscato-L’Athena Club di Ravanusa ha organizzato, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, una conferenza sul tema: “ Le Donne nella Divina Commedia di Dante Alighieri ” a cura del Notaio Salvatore Abbruscato.
Quest’anno tutte le socie, nella sede del Club, hanno voluto ricordare l’8 marzo con l’opera di Dante Alighieri: “ La Divina Commedia ”, considerato il poema più grande in assoluto e celebrato, nella storia della letteratura, come l’opera “ più bella che ci sia ”, superata soltanto “ dalla bellezza del volto dei Santi ”.
La commedia ci spalanca una finestra sulla vita e sull’uomo di oggi così come del passato, e si avverte una comunione universale tra l’uomo moderno e quello antico, tra la nostra e la loro aspirazione alla salvezza, alla felicità e all’eternità.
Dante tratta le donne con rispetto, simpatia e quasi si commuove colpito dalla loro fragilità e sensibilità. Le figure femminili della Divina Commedia sono numerose: donne dei miti Greci, donne della Bibbia, donne storiche, donne che appartengono all’immaginario individuale e collettivo.
Il “ sommo poeta ” non ha mai considerato le donne esseri inferiori, come invece si riteneva nel Medioevo, epoca influenzata dai classici Ovidio, Virgilio e dai padri della Chiesa secondo cui l’uomo è superiore alla donna perché creato ad immagine di Dio.
Con Francesca da Rimini, nel canto V dell’Inferno, si apre lo spazio dedicato alle figure femminili e Dante, nel suo viaggio, gode della protezione di “ tre Donne Benedette ”: Beatrice, S. Lucia e la Vergine Maria.
Alla Vergine Madre Dante rivolge, tramite San Bernardo, una splendida preghiera: “ Figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura”, “In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontade ”.
Santa Lucia, martire siracusana, per il poeta in “Somma venerazione” e grazia illuminante, protettrice dei poeti e simbolo di speranza.
Beatrice, l’amata, è sia personaggio reale, sia immagine allegorica: nel primo caso è la donna cantata da Dante come rappresentazione “ dell’amor cortese ”; nel secondo caso ella rappresenta la luce della grazia, la fede, la giustizia divina. Non sono mancate citazioni sulle altre figure femminili cantate nel capolavoro dantesco: Chiara d’Assisi, l’Imperatrice Costanza, Pia de’ Tolomei, Piccarda Donati, Elettra, Camilla, Lavinia, Julia, Marzia, ecc….
L’amore nella Divina Commedia aleggia ovunque, procede dai sensi allo spirito in forme diverse: passionale e familiare, terreno e divino, disperato e soave.
Al Not. Salvatore Abbruscato va il nostro più sentito ringraziamento  per aver magistralmente interpretato il poema dantesco e per essere riuscito a coinvolgere l’attento e numeroso pubblico.
Un altro momento toccante della serata è stato raggiunto con la lettura della poesia “Tu che sei donna ” composta dal poeta Mario Rizzo. Componimento con il quale il poeta ravanusano si è classificato ai primi posti in alcuni concorsi di poesia e che ha suscitato momenti di delicata bellezza, sensibilità e dolcezza.
Angela Bella

TU SEI DONNA
Donna, ancor si piange                        Culla di dolci dolori
Il tuo rispettoso gesto,                        e amare gioie.
quando nuda, giravi nelle                    Preda di passione eterna,
celesti valli.                            Padrona di folle gesta.
Facile per lui fu,                         Scoglio che abbraccia
sotto mentite spoglie,                        le agitate onde.
catturare la tua innocenza.                    Porto di mille navi,
Grande, ora è il peso                        disperse, nel tempestoso
Per le tue deboli spalle.                        Mare della vita.
Dal grembo tuo nascerà la vita,
tra pianti e atroci sofferenze,
per poter stringere al petto,
il dolce tuo frutto.
Donna lapidata,
donna stuprata,
donna costretta
su umidi marciapiedi,
donna sfigurata in viso.
Donna, linfa di vita,
sorgente di fresche acque.