Carabinieri-nuova144Avrebbero compiuto furti d’auto a Catania per poi chiedere ai proprietari denaro in cambio della restituzione del veicolo, che nella maggior parte dei casi sarebbe stato inspiegabilmente ritrovato dalle stesse vittime che avevano presentato denuncia.

Per questo motivo sono state arrestate dai carabinieri 19 persone con l’accusa di far parte di una associazione per delinquere dedita a furto, ricettazione ed estorsione. Sette provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere. I particolari dell’operazione “Febbre da cavallo” sono stati resi noti dal comandante provinciale dei carabinieri di Catania, il colonnello Alessandro Casarsa.


Nel 2013 a Gravina di Catania si sono verificati 1.200 furti d’automobili, la maggior parte delle quali sono state ritrovate dai proprietari. Secondo quanto accertato dalle indagini, avviate nel gennaio del 2013 e conclusesi nell’agosto successivo, la banda chiedeva per la restituzione delle vetture un prezzo basato anche sul modello e sul valore del mezzo rubato: una cifra compresa tra i 150 e 1.200 euro, per un giro d’affari l’anno stimato in 500 mila euro.

Sono indagate in stato di libertà 17 persone, tra le quali anche alcune ritenute legate a clan mafiosi catanesi e nove vittime di furti d’auto che hanno negato di aver subito l’estorsione, accusate di favoreggiamento personale. Il gruppo agiva nel quartiere Balatelle, nella zona di San Giovanni Galermo, dove le vittime dei furti cercavano l’intermediario, che in stretto contatto con le squadre operative, dopo il pagamento del riscatto, facevano ritrovare l’auto vicino il luogo dov’era stata rubata. Qualora l’estorsione non aveva successo l’organizzazione vendeva la vettura riciclandola.

Ad essere prese di mira erano principalmente famiglie che possedevano un’auto sola, della quale non potevano fare a meno. Gli indagati potevano contare anche su un elettrauto che controllava e bonificava le autovetture degli indagati per scongiurare eventuali intercettazioni e altre persone che fornivano auto a noleggio da utilizzare durante i furti.

Il gruppo controllava il traffico di veicoli rubati a Gravina di Catania e nei comuni di Mascalucia, San Pietro Clarenza, Tremestieri e Misterbianco. I carabinieri militari hanno documentato 37 estorsioni di furto d’auto col metodo del cavallo di ritorno. Durante alcune perquisizioni i militari hanno anche trovato parti di auto rubate e 250 grammi di marijuana.