“Faccio un passo indietro”. Con queste parole Marco Zambuto si è dimesso da presidente del Pd in Sicilia. La decisione è stata presa per le polemiche nate dopo la rivelazione di un incontro di Zambuto con Berlusconi a Palazzo Grazioli, per scegliere, secondo quanto riporta Repubblica, la candidatura di Silvio Alessi alle primarie del centrosinistra ad Agrigento.
“Respingo con sdegno il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico con il quale oggi i percorsi politici sono totalmente diversificati e assolutamente distanti”, dice Zambuto.
“Nessuno, se non in completa malafede, può mettere in dubbio la mia linearità politica nei confronti del Pd e del suo progetto di cambiamento del paese – aggiunge -. Sono pronto a sopportare il peso mediatico di chi vuole strumentalizzare quanto accaduto, pur tuttavia consapevole del tempo di barbarie civile e politica che stiamo vivendo, in cui non si riescono più a distinguere i gesti e il loro significato, sono pronto a fare un passo indietro e rimettere il mio mandato all’assemblea regionale del Pd affinché non sia proprio il Partito Democratico che oggi coraggiosamente guida l’Italia con il premier Matteo Renzi, a dover subire una vergognosa e ignobile macchina del fango”.
Zambuto ribadisce “l’assoluta ininfluenza politica dell’incontro, in quanto in quella data le primarie della coalizione Ag 2020 erano già state indette e al tavolo costituente avevano preso parte tutti i rappresentanti del Pd compreso il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta”.
“Ribadisco, se proprio una colpa mi si vuole attribuire in questa vicenda – conclude -, è quella di essere stato solidale con chi si trovava umanamente in difficoltà. Ma io di questo non devo scusarmi proprio con nessuno”.
A invocare le dimissioni di Zambuto erano stati diversi esponenti del Pd come Mila Spicola. “Non riconosco Zambuto come presidente del Pd Sicilia e ne chiedo le dimissioni – ha detto la componente della direzione nazionale del Partito Democratico – Nulla di personale ripeto, ma di politico tutto. Il Pd è dei cittadini, dei suoi iscritti, dei suoi militanti, nessuno può farne carne da macello e da beffa strumentalizzandolo e usandolo per fini diversi o personali”.
Anche il deputato regionale Fabrizio Ferrandelli aveva attaccato Zambuto: “Adesso basta – ha ribadito – Si convochino gli organismi e si faccia andare il Pd siciliano nel verso giusto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Marika Cirone di Marco, parlamentare regionale del Pd e Baldo Gucciardi, presidente del gruppo Pd all’Ars. “Quando si ricoprono cariche di responsabilità all’interno del Pd – dicono – bisogna sempre avere rispetto per gli iscritti e i sostenitori”.
Questa mattina Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Partito Democratico, aveva scritto su Twitter: “Spero che il presidente del Pd siciliano Zambuto, dopo aver letto i giornali, chieda scusa ai militanti del partito e si dimetta”.














