vittorio-rago-pd-ravanusaGiorno 30/marzo/2015 si è svolto il Consiglio comunale con punti all’ordine del giorno di rilevante importanza. Vi era la situazione IPAB, la quale ha occupato gran parte del dibattito.
A passare quasi inosservato vi è stato il punto sulla convenzione tra Comune e Sovrintendenza in merito alla gestione del Monte Saraceno e del museo.
Dall’incontro di direttivo del PD, che si e svolto il giorno prima, è emerso, a maggioranza dei presenti, che il  PD di Ravanusa non poteva che  esprimersi  in maniera favorevole, votando favorevolmente alla stipula della convenzione, poiché in linea con quando detto in campagna elettorale, ritenendo questo passaggio amministrativo di rilevante importanza per il rilancio dell’economia del paese.
Il  PD con il suo voto ha dato esempio di praticare solo ed esclusivamente una forma di opposizione costruttiva e non di cartello.
Il Consiglio, esprimendosi quasi per intero favorevolmente, ha dato la possibilità all’amministrazione guidata da D’angelo, pieno mandato nella gestione del sito, per rendere Monte Saraceno in simbiosi con il museo “s. Lauricella” meta turistica di rilevante importanza e asse portante per l’economia del territorio.
La Sovrintendenza ha quasi ultimato i lavori di rifacimento della cartellonistica sul Monte Saraceno, rovinata dagli incendi che si sono susseguiti negli anni e penso che con una gestione comunale seria e adeguata questo tipo di problema possa essere risolto.
Con una gestione comunale del sito e del museo, se articolata bene, si potrebbero trovare soluzioni a diversi problemi, sia di natura occupazionale di chi oggi è senza lavoro, che economica del Comune.
Infatti, se con la vicenda IPAB si approdasse ad una soluzione di assorbimento da parte del comune, il quale, quest’ultimo non potrebbe economicamente supportarli, per non influire (a dire del sindaco) sulla situazione precari, si potrebbe affidargli la gestione del sito e magari sfruttare i locali di fronte alla biblioteca (ex istituto San Vincenzo de Paoli), di cui l’IPAB è proprietaria, come museo etno-antropologico, arredandolo con i  beni che possiede l’associazione San Michele, che per problemi di spazio non può esporre, e, magari, utilizzando personale dell’ufficio tecnico del comune per la ricerca di fondi europei in modo da smentire anche i proclami verbali e cartacei del sindaco, che afferma che i dipendenti comunali non fanno niente.
L’innesco di questo meccanismo porterebbe molte risorse economiche provenienti da flussi turistici.
Vito Rago