Gianfilippo-Bancheri_-300x400Il sindaco Gianfilippo Bancheri ha scritto al Ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini per la doppia intestazione dell’Istituto comprensivo di Sommatino e Delia ad oggi intitolato a Nino Di Maria.
Come spiegato nella lettera dal sindaco e dall’assessore Carmelo Alessi, “per effetto della legge n.6 del 24-02-2000, l’Istituto comprensivo del nostro Comune, poiché non ha una popolazione scolastica prevedibilmente stabile tra i 500 e i 900 alunni, ricade sotto la dirigenza dell’Istituto comprensivo  ‘Nino Di Maria’ di Sommatino. Nell’applicazione della suddetta legge abbiamo perso sia la nostra autonomia, per quanto riguarda il dirigente scolastico, ma anche, ed è la cosa dal nostro punto di vista più grave, il nome dell’istituto stesso”.
Nello stigmatizzare come “L’istituto comprensivo ‘Luigi Russo’ di Delia di fatto non esiste più”, Bancheri scrive ancora: <<Poiché come amministrazione abbiamo la ferma convinzione che anche nel nome risiede  la storia, la tradizione, la caratteristica e l’indicazione di un percorso educativo che l’intera comunità ritiene importante sia per noi che per le generazioni future, ci siamo mossi per cambiare lo stato delle cose e tornare al “vecchio” nome, che tra l’altro è di un grande illustre professore e critico letterario ai quali Delia si onora di avere dato i natali>>. Per questo è stato chiesto più volte la doppia intestazione a Nino Di Maria e Luigi Russo, “una soluzione mediata, equa e soddisfacente e al di fuori da anacronistici campanilismi, poiché  non verrebbe a privilegiare nessuna delle due comunità” ma Bancheri sottolinea con delusione come, dopo aver coinvolto gli organi competenti, “tutto si è arenato nell’indifferenza più totale”.
<<Il nome – conclude Bancheri – concede la possibilità di essere riconosciuti, individuati, rappresentati. Noi siamo anche il nostro nome. Le cose sono anche il nome che loro attribuiamo>> e alla luce di queste considerazioni chiede al ministro Giannini di interessarsi ad un caso che “sta a cuore a tutta la comunità”.