“La Sicilia partecipa ad Expo con il proprio padiglione, partito in anticipo rispetto altre regioni e apprezzato da molti visitatori”. Lo ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta, incontrando la stampa insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Nino Caleca e al responsabile unico del cluster bio-mediterraneo Dario Cartabellotta.
NON PUO’ PIOVERE PER SEMPRE – “La vicenda del cluster è completamente diversa: la Regione ha partecipato ad un bando ed ha in mano la rete organizzativa. Lo spazio è stato consegnato dagli organizzatori di Expo senza copertura per proteggerci dall’acqua piovana, senza indicazioni e segnaletiche – ha aggiunto il Governatore – . Oggi possiamo dire che finalmente lo spazio è coperto ma che ancora si aspettano segnaletiche, cavi elettrici per il palco comune, e impianto wifi”. “Queste tre sono disfunzioni organizzative ma sono sufficienti per creare un danno immagine alla Sicilia? – ha sottolineato Crocetta – Questo cluster è partito comunque mentre altri non sono neanche partiti, questo è avviato e gli organizzatori dicono di volere risolvere queste cose nel giro di pochi giorni. Non stiamo provvedendo noi perché secondo i protocolli possono farle solo loro e le imprese accreditate ad Expo”, ha aggiunto Crocetta.
SOLO CRETINATE – Poi la stoccata: “Non vorrei essere costretto ad un’azione civile per danno immagine alla Sicilia per tre cretinate che non sono state fatte. Non è vero che i padiglioni sono chiusi, non è vero che non si fanno attività. Vorrei però aggiungere che lo spazio è stato consegnato dagli organizzatori di Expo solo il 30 aprile, senza copertura ed ha piovuto”.
CARTABELLOTTA E LA SCOPA – E sul commissario del Bio Cluster Dario Cartabellotta, dice: “Mi rendo conto che è difficile recuperare l’immagine di Cartabellotta che pulisce con la scopa dentro il cluster, perché nella società dei media le immagini hanno una forza imponente, che possono essere coperte solo da altre immagini”.
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