Una banda di cittadini della Serbia, residenti tra Canicattì e Palermo, sarebbe responsabile di alcuni episodi di furti in abitazioni e rapine in villa, perpetrate anche con particolare efferatezza, commessi nei comprensori di Sciacca e del canicattinese.
Nella rete dei carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, collaborati dai militari dell’Arma di Palermo, sono caduti tre serbi, un quarantenne pregiudicato residente a Canicattì e due giovanissimi di 16 e 20, che vivono nel palermitano.
Si tratta di un risultato importantissimo, una risposta immediata della Procura della Repubblica di Sciacca e dei carabinieri ai fenomeni odiosi dei furti in appartamento e delle rapine in villa. La cattura dei tre serbi rappresenta uno dei più importanti successi conseguiti negli ultimi mesi dai carabinieri, guidati dal comandante Mario Mettifogo, dal colonnello Andrea Azzolini, e dal capitano della Compagnia di Sciacca, Salvatore Marchese. Nei confronti dei tre è scattato il fermo di Polizia giudiziaria, poi sono stati rinchiusi in carcere a Sciacca e Palermo, mentre il minore all’istituto Malaspina.
Oltre ad una serie di colpi in abitazioni, dove i malviventi hanno arraffato oro, argenteria, c’è il sospetto che i fermati possano essere gli autori di due o anche tre rapine violente perpetrate a marzo. A Montevago svegliate nel cuore della notte rapinate nella loro abitazione madre e figlia, di 92 e 59 anni, da cinque banditi con accento straniero scappati con oggetti in oro e alcune centinaia di euro. Altra rapina in casa ad opera di tre malviventi a Santa Margherita Belice. Momenti di terrore per una coppia di pensionati, di 83 e 78 anni, del posto. I banditi si sono fatti consegnare mille euro, e gli oggetti in oro e in argento. I pensionati sono stati poi rinchiusi nella stanza da pranzo. Altra notte di terrore per una famiglia di Ribera, rapinata in casa da 4 banditi, incappucciati che una volta dentro hanno immobilizzato marito e moglie e la loro figlia ventenne. I ladri picchiarono a bastonate il figlio piccolo dei proprietari di appena 12 anni.
Fonte: Antonino Ravanà, La Sicilia













