La sua pagina Facebook è piena di foto delle sue sculture. Una grande passione che coltivava da anni. Il sogno di un futuro da artista. E un presente da dipendente di un call center all’Almaviva. Tania Valguarnera, 30 anni, stamattina stava andando al lavoro: aveva anche chiesto di poter cambiare il suo turno spostando alle 10 l’orario di ingresso. Mentre attraversava via Libertà, in pieno centro, le è piombato addosso a velocità folle un furgoncino.
Lo guidava un uomo di 50 anni: da poco era tornato in possesso della patente che gli era stata ritirata dopo una multa per eccesso di velocità. Alle 8 sarebbe dovuto andare dai carabinieri per riconsegnare nuovamente il documento di guida dopo l’ultima ennesima contestazione. In quattro anni – sostengono gli inquirenti – avrebbe avuto oltre dieci multe, tutte per guida troppo veloce. L’impatto è stato violentissimo: la scena è stata ripresa dalle videocamere di un bar della strada.
E dalla finestra, al terribile incidente, hanno assistito i colleghi del call center che hanno chiamato la polizia. Proprietario di un panificio, è scappato via alla guida del suo Fiat Oblò. Gli agenti l’hanno fermato poco dopo in via Autonomia Siciliana.
Il pirata ha negato tutto e cercato di resistere all’arresto. Da stamattina è in una camera di sicurezza della Questura dove rimarrà – gli inquirenti temono la fuga – fino alla celebrazione del processo per direttissima che si dovrebbe tenere già domani. “Chiederemo una pena esemplare”, commenta il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Gli investigatori stanno sottoponendolo alle analisi tossicologiche per accertare se abbia fatto uso di alcol e droga. Le accuse a suo carico sono omicidio colposo, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale.
Ipotesi che potrebbe costargli davvero una pena esemplare se dovesse essere approvato l’emendamento al ddl che prevede fino a 30 anni per il pirata della strada che, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e avendo superato i limiti di velocità, causa la morte di qualcuno.













