Virus-PCFine settimana  da dimenticare  per una quindicina tra aziende, negozi ed imprese che operano a Canicattì.
I loro personal computer sono stati infettati da un virus diffuso in rete da hacker che  sono riusciti a criptare i dati delle vittime richiedendo successivamente un pagamento variabile dai 90 ai 100 dollari  da effettuarsi su un conto difficilmente rintracciabile  per la decriptazione.

In questa trappola sono rimasti coinvolti: concessionarie di autovetture, gioiellerie, negozi di abbigliamento, che hanno dovuto bloccare la propria attività commerciale in attesa della risoluzione del problema. Decine le chiamate di imprenditori canicattinesi alla polizia postale che dopo avere raccolto le segnalazioni  ha provveduto ad emanare una sorta di vademecum.


Infatti, gli attacchi informatici, hanno procurato gravi danni ai computer ed ai server delle aziende paralizzandone di fatto la loro attività commerciale. Per la polizia postale per cercare di non cadere in questa “trappola” preparata dai criminali informatici bisogna fare parecchia attenzione. Infatti, i malintenzionati inviano mail, anche ad indirizzi istituzionali, in cui si avvisano i malcapitati che sono all’oscuro di tutto, che devono essere rimborsati per alcuni acquisti che sono stati effettuati e poi resi al venditore o viene inviata documentazione contabile per la quale si chiede che venga scaricato il modulo in allegato.

Ed è proprio scaricando questo modulo, che nel computer si installa automaticamente in maniera subdola, un virus che cripta tutti i file in esso contenuti.
Poi successivamente arriva la richiesta di pagamento che deve essere effettuato tramite questo conto su di una carta difficilmente rintracciabile. Soltanto dopo questo passaggio il computer della vittima viene “decriptato” dai malfattori una volta ricevuto l’importo che è stato richiesto.