supermercato1Si è appena conclusa la riunione delle Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs congiuntamente alla Delegazione trattante unitaria per definire il percorso e le iniziative a sostegno del mancato rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro Federdistribuzione.

Federdistribuzione, associazione datoriale che conta circa 200 insegne, rappresenta circa 213 mila dipendenti, alla fine del 2011 decide di non aderire più a Confcommercio con l’intento di far valere un proprio contratto tant’è che nel 2013 invia alle Organizzazzioni Sindacali la comunicazione del recesso dal contratto, dai fondi sanitari e dalla bilateralità.


“E’ chiaro quanto la posizione di Federdistribuzione – dicono i sindacati – abbia creato non poche rimostranze vista l’inopportunità di tale comportamento, soprattutto se inquadrato nel contesto della grave crisi economica che ha investito anche la Grande Distribuzione Organizzata che, per fronteggiare il calo dei consumi e la deflazione, ha intrapreso percorsi di licenziamenti collettivi, utilizzo degli ammortizzatori sociali e disdette dei Contratti Integrativi Aziendali che nel tempo erano stati sottoscritti con le Aziende atte a consentire condizioni di miglior favore ai lavoratori, arrivando anche a mettere in discussione il salario fisso”.

Innumerevoli sono stati gli incontri tra sindacati e Federdistribuzione, basti pensare che dal mese di dicembre 2013 ad agosto 2014 si è superata la decina. Il 30 marzo scorso, alla sottoscrizione del rinnovo del Contratto con Confcommercio, Federdistribuzione si è limitato a comunicare che non lo avrebbero applicato.

Le Segreteria nazionali di Filcams – Fisascat – Uiltucs alla luce di quanto sopradescritto, preso atto del lieve miglioramento che si sta registrando sui consumi e sul calo della disoccupazione e ritenendo fondamentale guardare al futuro col dovuto cauto ottimismo, credono sia necessario avviare delle iniziative per denunciare la grave fase di stallo venutasi a creare che, di fatto, lascia migliaia di lavoratori senza un Contratto di lavoro di riferimento. Verranno, pertanto, organizzate assemblee sui luoghi di lavoro e sono in programma 2 giornate di sciopero nazionale già dal prossimo 7 novembre e 19 dicembre, ferma restando la possibilità dei territori di poter indire altre iniziative.

“Auspichiamo – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Regionale Sicilia – che si possa addivenire quanto prima ad una intesa per il rinnovo del contratto con Federdistribuzione in modo da ridare punti di riferimento certi ai dipendenti che lavorano nelle aziende che vi aderiscono, onde evitare che le scelte unilaterali attualmente applicate – in assenza di regole certe – quali per esempio le aperture notturne, diventino deleterie per i lavoratori e le loro famiglie”.