spending-review-258 Entro il 2016 saranno gradualmente accorpate ad altre sedi di città vicine. Lo prevede un decreto del presidente della Repubblica che contiene il Regolamento di riorganizzazione del ministero dell’Interno. Il provvedimento è stato inviato dal governo ai sindacati che protestano e annunciano mobilitazioni. Studi sulla spending review stimano in un milione di euro il risparmio per ogni prefettura soppressa. I tagli riguarderanno anche le questure e i comandi dei vigili del fuoco delle sedi interessate.

La tagliola scatterà sulle seguenti sedi: Teramo (accorpata a L’Aquila), Chieti (accorpata a Pescara), Vibo Valentia (accorpata a Catanzaro), Benevento (Avellino), Piacenza (Parma), Pordenone (Udine), Rieti (Viterbo), Savona (Imperia), Sondrio (Bergamo), Lecco (Como), Cremona (Mantova), Lodi (Pavia), Fermo (Ascoli Piceno), Isernia (Campobasso), Asti (Alessandria), Verbano-Cusio-Ossola (Novara), Biella (Vercelli), Oristano (Nuoro), Enna (Caltanissetta), Massa-Carrara (Lucca), Prato (Pistoia), Rovigo (Padova), Belluno (Treviso).


Il decreto mantiene i cinque Dipartimenti in cui è organizzato il ministero: Affari interni e territoriali; Pubblica sicurezza; Libertà civili ed immigrazione; Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile; Amministrazione generale, politiche del personale.

Contro il decreto insorgono i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa, che hanno subito chiesto un incontro urgente al ministro dell’Interno, Angelino Alfano.  “In un momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione e della sicurezza – attaccano – il governo pensa di chiudere 23 prefetture. Un arretramento inaccettabile dello Stato dal territorio, che rischia di lasciare nel caos cittadini e lavoratori”.

Le organizzazioni annunciano quindi una mobilitazione per contestare il provvedimento. “Martedì 22 settembre – informano – faremo assemblee in contemporanea in tutte e 23 le prefetture a rischio chiusura, invitando parlamentari e politici locali e sensibilizzando organi di informazione, opinione pubblica e cittadini”.

“Ancora una volta il governo mette in campo una spending review con i criteri dei tagli lineari, senza aggredire la vera spesa inutile e improduttiva e creando problemi ai territori, ai cittadini e ai lavoratori”, ha commentato il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, a proposito della soppressione di Enna.

“Per quanto riguarda Enna – afferma Pagliaro – è un deciso attacco a un territorio che già sconta grandi problemi sotto il profilo economico, sociale, occupazionale e che non può consentirsi che a questi si aggiungano quelli che inevitabilmente creerà il venire meno di un presidio di legalità come la Prefettura”.

Per Pagliaro “la logica è la stessa di quella con cui si è proceduto alla riforma delle Province. Ma in questo caso – osserva – è certamente un segnale negativo, nella difficile fase che stanno attraversando il Paese e la Sicilia, il venire meno di un’istituzione che conferma la presenza dello Stato, quando ci sono ambiti come la lotta alla mafia, la gestione delle problematiche legate all’immigrazione, le tensioni di vario genere legate alla crisi che richiedono invece una presenza forte e capillare dello Stato”.