Europa-bei-nacht_1-1024x768Già qualche anno fa, in occasione dei primi sbarchi delle popolazioni africane sulle spiagge italiane e siciliane  più in particolare, ebbi ad esprimere in un mio articolo opportunamente così intitolato”Ma esiste l’U.E.?” qualche  personale perplessità circa la reale  esistenza dell’Europa intesa ovviamente come una istituzione formata da tanti Stati che, avendo abbandonato ogni velleità nazionalistica, avessero in comune, oltre alla moneta,il bene di tutti i cittadini del c.d. Vecchio Continente.
Dubbi che scaturivano allora  dall’osservazione attenta dei comportamenti di alcuni  Stati membri non rivieraschi che facevano , come noto a chi abbia buona memoria,le proverbiali spallucce di fronte all’iniziale  massiccio flusso migratorio di tanta povera gente che, affrontando le avversità del mare anche a costo della perdita della vita,scappava dai paesi d’origine sia per la salvaguardia della stessa esistenza sia per  la ricerca di un lavoro e conseguentemente di una vita migliore.
Nulla faceva però all’epoca  presagire che in   un futuro non molto lontano  da parte di alcuni Stati che attualmente compongono l’U.E.( Ungheria, Slovenia, Croazia etc tanto per citarne alcuni)  venissero stesi reticolati o costruiti muri con l’intento di frenare l’avanzata gigantesca di quelle popolazioni sventurate la cui unica colpa è quella di lasciarsi alle spalle la guerra, la povertà, lo strapotere dei loro governanti e quant’altro.
E dire che , sia pure con notevolissimo ritardo rispetto alla sua originaria costituzione, l’U.E.  in questi ultimi decenni ha in effetti accelerato quel processo di integrazione europea , certamente  presente nell’animo dei nostri Padri costituenti, il cui epilogo finale doveva concretizzarsi non soltanto nella unità monetaria ma anche e soprattutto in quella politica ed istituzionale attraverso la creazione di una potenza super-states  capace di relazionarsi con le altre potenze mondiali assicurando,come avviene negli USA,una comune volontà nell’affrontare problemi di qualsiasi natura(  politici, economici e sociali etc)  senza dei quali non potrà mai, a mio avviso, esser data una giusta risoluzione  a tutte le spinose questioni che scaturiscono dall’attuale esodo dei profughi nonché agli altri altrettanto gravi problemi che potranno presentarsi in avvenire.
Purtroppo, al di là di una inversione di tendenza di qualche Stato membro tipo la Francia e la Germania maturata ahimè soltanto dopo la registrazione delle numerose morti di tanti poveri disgraziati e di tanti bambini,si assiste in questi ultimi giorni a posizioni di totale chiusura da parte di alcuni Stati dell’est europeo che addirittura costruiscono muri per impedire l’accesso ai profughi in dispregio alla normativa europea sulla libera circolazione delle  persone al suo interno oltre che delle cose con il danno incalcolabile di produrre un arretramento in  quel processo di integrazione unitaria su richiamato e vanificando in tal modo lo sforzo indubbiamente più costruttivo avanzato dagli altri Stati membri, Italia compresa , con il quale si vogliono distribuire  più equamente  le quote delle migliaia di persone sbarcate sul suolo europeo che ,per quanto ovvio, non è rappresentato dalla sola Italia ma al contrario deve essere  costituito,obtorto collo, dalla generalità degli Stati che compongono l’attuale Unione Europea.
Purtroppo, i recenti fatti che vengono quotidianamente riportati dagli organi di stampa,oltre ad evidenziare il fallimento di una Europa veramente unita, ne rimarcano invece la sua profonda divisione come se esistesse una Europa a due velocità quella dell’ovest e quella dell’est con caratteristiche contrastanti e per nulla coincidenti.
Certamente, secondo il mio pensiero , una Europa di siffatto tipo non può avere prospettive future anzi vien da dire che al momento l’Europa , come doveva essere secondo gli intendimenti dei Padri fondatori, non esiste proprio perdurando disgraziatamente comportamenti improntati al più nefasto nazionalismo che nuoce fortissimamente a quel l processo di integrazione che si stava cominciando, sia pure a piccoli passi, a muovere in tale direzione e che faceva ben sperare.
C’è da augurarsi, per la ripresa di tale processo integrativo, secondo il mio modesto avviso, che ogni Stato membro rifletta attentamente e responsabilmente sulle decisioni da prendere nell’immediato per la questione dei profughi e in avvenire per altri altrettanto gravosi problemi che potranno interessare il continente europeo perché,perdurando comportamenti come quelli su delineati,continueremo ad avere una U.E. legata solamente dalla moneta unica in totale balia delle banche e nient’altro e con tutte le negatività conseguenziali.
S. Curcio